Comune di Sorgà: progetto di discarica “car fluff” presentata da Rottami Metalli Italia Spa

 
 

Il progetto di discarica per rifiuti non pericolosi “car fluff” in piena zona agricola nel Comune di Sorgà presentato dalla società Rottami Metalli Italia Spa è sottoposto alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale regionale. Nel frattempo sono tredici le amministrazioni comunali e due i Comitati che si sono schierati contro il progetto.


     La battaglia contro la mega discarica di “car fluff”, che la società Rottami Metalli Italia SpA (RMI Spa) di Castelnuovo del Garda (VR) vuole insediare a Pontepossero di Sorgà, in località De Morta, si infiamma richiamando a difesa più persone sia della società civile che della politica. A schierarsi contro l’insediamento sono ben tredici amministrazioni comunali, otto della provincia veronese – Sorgà, Erbè, Gazzo Veronese, Nogara, Nogarole Rocca, Trevenzuolo, Concamarise, Isola della Scala – e cinque di quella mantovana – Castelbelforte, Castel d’Ario, San Giorgio Bigarello, Villimpenta e Roncoferraro.

In aggiunta al “fronte del no” si segnalano i due attivi e tenaci “Comitati No Fluff” creati dai cittadini di Sorgà e di San Giorgio Bigarello (pagina facebook NO CAR FLUFF).

Oggetto del contendere l’istanza presentata dalla società Rottami Metalli Italia Spa, nel novembre 2020 presso la Regione Veneto, per la realizzazione nel Comune di Sorgà in località De Morta di una discarica in conto proprio che dovrebbe accogliere il residuo polimerico non riciclabile risultante dalla frantumazione delle autovetture rottamate, il cosiddetto “car fluff”, di tutto il Nord Italia, la cui progettualità intera è stata però resa visibile solo il 23 dicembre 2020. La richiesta di autorizzazione di un nuovo impianto in località De morta, risponde alle esigenze della azienda di avere un impianto idoneo allo smaltimento poiché attualmente, risulta in fase di esaurimento la discarica utilizzata da  RMI Spa per i conferimenti, in conto proprio, sita nei Comuni di Verona e di Sona.

De Morta è un’area agricola ricca di biodiversità, con nidificazione di cicogne, risorgive e con numerose risaie tutt’intorno che sono valse l’ottenimento del marchio IGP per il riso vialone nano che lì si coltiva e produce.

A seguito della presentazione, da parte di RMI spa, della domanda di autorizzazione unica ai sensi dell’art. 27 bis del D.Lgs. 152/2006, la Regione del Veneto, con nota del 22 gennaio 2021, ha richiesto alcune integrazioni considerato che erano pervenute comunicazioni da otto Enti territoriali direttamente coinvolti nel procedimento e dal Comune di Castelbelforte. Il primo ente ad attivarsi è stato il Comune di Sorgà con il Sindaco Christian Nuvolari e l’Assessora all’ambiente Greta Rasoli. Nella nota veniva richiesto  di trasmettere tutta la documentazione  integrativa richiesta dagli Uffici Regionali e dagli Enti succitati ai fini di poter avviare il procedimento in oggetto. Il proponente ha successivamente fornito gli elaborati con le integrazioni richieste e, in ragione delle comunicazioni ricevute, ha ritenuto di rimodulare il progetto con una riduzione dell’area interessata dalla discarica e, conseguentemente, dei tempi in cui la discarica rimarrà attiva.

I numeri.

Il sito in disponibilità a RMI spa confina con i comuni di Castel d’Ario e San Giorgio Bigarello (provincia di Mantova); la discarica si pone (come recinzione), ad una distanza rispettivamente di 170 e 280 metri dal confine dei comuni di Castel d’Ario e San Giorgio Bigarello.

L’ambito interessato dal progetto ricade nel territorio comunale di Sorgà e, secondo il PRG, la zona si colloca nel contesto territoriale omogeneo agricolo di tipo E2.

     I dati del progetto originario della discarica prevedevano:

  • una superficie complessiva di progetto di 455.000 mq;
  • un’area di conferimento pari a 169.500 mq;
  • uno stoccaggio di rifiuti previsto, in dieci anni pari a 1.463.000 tonnellate, ossia, circa 150.000 tonnellate annue;
  • una movimentazione di circa 22 camion al giorno;
  • un investimento finanziario complessivo del progetto dell’importo di circa € 21.182.081,29.

A seguito delle richieste di integrazione trasmesse da parte delle Amministrazioni interpellate (comunali, provinciali  e degli Enti interessati), la società ha rimodulato il progetto riducendo la superficie complessiva interessata al conferimento dei rifiuti a 115.840 mq, la durata in 6,3 anni, il tonnellaggio complessivo previsto a 950.000 tonnellate, e l’investimento finanziario in € 16.476.471. Restano però immutati i quantitativi annuali di rifiuti conferiti.

Ora le amministrazioni interessate sono state chiamate nuovamente a valutare la conformità e l’adeguatezza del progetto rimodulato prendendo atto di eventuali documenti integrativi depositati riferito però alla rimodulazione e non al progetto originale. Conseguentemente la Regione dovrà trasmettere i documenti richiesti dagli Enti alla proponente che avrà un termine perentorio di 30 giorni per fornire quanto richiesto.

Ovviamente indipendentemente dalle dimensioni della discarica la contrarietà a tale insediamento resta perentoria ed unanime a tutte e 13 le amministrazioni che sia direttamente che indirettamente saranno coinvolte dalla progettualità.

Raggiunta telefonicamente l’Assessora Greta Rasoli ha dichiarato che «Sono stati inoltre interessate ed hanno sostenuto la nostra contrarietà anche Confagricoltura, coldiretti, associazioni di caccia e pesca, oltre che dal punto di vista politico sia la maggioranza che la minoranza (Europa Verde, PD, Lega, Fratelli d’Italia, forza Italia) e a tutti i livelli (consiglieri provinciali, regionali, parlamentari ed europarlamentari). La nuova amministrazione del Comune di Sorgà si è insediata nel maggio 2019, ed ha iniziato ad elaborare il PAT (per ottemperare ad una norma di 16 anni fa), richiedendo agli urbanisti di inserire ogni possibile limitazione atta ad impedire l’insediarsi di attività potenzialmente pericolose per la salute e per l’ambiente. Ovviamente se tale strumento fosse stato realizzato in passato le cose, probabilmente, sarebbero andate diversamente».

Nel frattempo i Consiglieri regionali Cristina Guarda (EV), Anna Maria Bigon (PD) e Andrea Zanoni (PD) intervengono sulla questione relativa alla gestione della discarica di Sorgà dichiarando che: «Tutte le forze politiche stanno esprimendo la loro contrarietà, ma ciononostante il progetto prosegue inesorabilmente. E’ necessario che la politica prenda a cuore le richieste che giungono dai cittadini bloccando l’iter di autorizzazione della discarica. Dobbiamo invece affrontare congiuntamente il tema del futuro dello smaltimento dei rifiuti nella nostra Regione, non possiamo attendere che siano i privati a intraprendere quel genere di iniziative che spettano alla politica e a chi amministra. Per questo motivo abbiamo presentato una mozione in Consiglio affinché la Giunta regionale intervenga presso il Governo acciocché nel Piano Nazionale di Gestione siano introdotte misure atte ad incoraggiare il recupero dei materiali car fluff prodotti, escludendo il ricorso a nuove discariche specialmente in zone di particolare importanza ambientale e agricola e valutando le opportunità derivanti dalle tecnologie innovative per la produzione di energia da questi materiali».

     In questo momento le cicogne stanno nidificando a Pontepossero, territorio ricco di biodiversità, oltre a essere zona di risorgive, è evidente che una maxi discarica con una tale capienza qui non può starci. Sorgà non può essere il bacino per tutto il Nord Italia per gli scarti derivanti dal riciclo delle auto. L’economia di quest’area si basa soprattutto sulle colture d’eccellenza, dal riso Vialone Nano al radicchio, passando per le pesche, i kiwi e le mele ed è già in difficoltà, visto che prima della pandemia ha dovuto fare i conti con la siccità e la cimice asiatica. Inoltre nel raggio di poche centinaia di metri ci sono due allevamenti di maiali da 10.000 capi e un’altra decina di allevamenti avicoli. C’è poi la questione della viabilità. La realizzazione della discarica degraderà, giocoforza, tutto il territorio circostante, provocando danni irreparabili per l’equilibrio di tutto l’ecosistema ambientale ed economico della zona, perché lo sappiamo tutti che in questi casi i confini non contano.

Alberto Speciale

(Fotografie estratte dai documenti di studio impatto ambientale presentati dalla società RMI Spa)

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Alberto Speciale
Classe 1964. Ariete. Marito e padre. Lavoro come responsabile amministrativo e finanziario in una società privata di Verona. Sono persona curiosa ed amante della trasparenza. Caparbio e tenace. Lettore. Pensatore. Sognatore. Da poco anche narratore di fatti e costumi che accadono o che potrebbero accadere nella nostra città. Difensore dei diritti ambientali, il che mi ha procurato un atto di citazione milionario. Ex triatleta in attesa di un radioso ritorno allo sport.

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