Aeroporto Catullo – Spediamo in tutto il mondo

 
 

Un leader courier snobbato

DHL, superpotenza delle spedizioni, aveva chiesto di entrare a Brescia – Montichiari. Eccheccavolo! Quando?

Tra il 2013 e il 2014 erano intercorsi incontri e accordi per portare DHL a Brescia e farle aprire la base per il Sud Europa.

L’accordo prevedeva una partenza soft, per ragioni di logistica dell’aerostazione, che via via si sarebbe adeguata al fine di permettere a DHL di essere il courier quasi solitario di Montichiari, arrivando, a regime, a gestire 200mila tonnellate di merce, e anche più.

Tutto bene, quindi. Finalmente Montichiari aveva l’agognato rilancio, e da lì in poi solo sviluppo.

Parliamo di cinque anni fa, con un costo di mantenimento dell’aeroporto di circa 7/8 milioni l’anno, per un costo, quindi, di c.a. 40 milioni ad oggi.

Ma come mai ciò non è avvenuto? DHL ci ha ripensato?

No.

La fase del Catullo era in transito tra i soci che la gestivano e il “Partner Industriale” che avrebbe dovuto rilanciarla secondo il Piano Industriale del luglio 2013, e che stava tr…attando per entrare.

Il Presidente non poteva fare uno sgarro al futuro “partner”, non poteva fargli trovare questo bel regalo, un accordo negli interessi di Brescia, e che difficilmente sarebbe stato possibile spostare a Venezia o a Milano.

Quindi, con evidente imbarazzo, il Presidente ha dovuto lasciar andare la proposta con tutto quello che ne è conseguito.

E Montichiari è rimasto al palo, quello orizzontale della cuccagna, solo che non c’era regalo in fondo, ma tanto dolore…

Nel 2016 DHL stringe un accordo con Venezia e prepara il nuovo Gateway per tutte le merci del Nord Est (http://www.cronacadelveneto.com/accordo-dhl-e-save-nuovo-polo-logistico-a-venezia/).

Che super Presidente il Nostro, colui che nell’aprile del 2015, un po’ sborone, predicava che Montichiari se lo sarebbe gestito perché ne aveva la capacità…, spalleggiato dal Doge, che ha messo un nuovo Cargo Man del tutto inutile visto che di voli, a parte i piccioni postali, a Montichiari non ne arrivano.

A chi ancora crede alle favole regaleremo un bel libro di Andersen, ma non accetteremo più che ci siano raccontate dai pinocchi di casa nostra.

Snobba to’ pare, snobba to’ mare…

 
 
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29 anni, parte di questi trascorsi, inutilmente, nel tentativo di scrivere una biografia seria e sensata. Ma forse questa è la volta buona (lo dico sempre!). Italiano e veronese, amante della comunicazione con ogni mezzo e a (quasi) ogni costo. Parlo tanto e volentieri, di politica e di sport. Talvolta a proposito, talaltra vabbé, pazienza. Hellas Verona nelle arterie, musica jazz, il buon vino e le parole di un caro amico al momento giusto. Con la famiglia di VeronaNews per dare il meglio di me alla città che più amo al mondo. Comunico. Rifletto. Combatto. Edito. Suono. Non necessariamente in quest'ordine. 🇮🇹

3 COMMENTI

  1. Ennesimo tassello della politica di dissanguamento del Catullo (e Brescia) da parte della SAVE.
    Ricordiamo, per fare un semplice ripasso, quali sono le compagnie che hanno abbandonato l’Aeroporto di Verona durante la gestione SAVE/Arena

    – Air France (gravissima perdita)
    – Iberia Regional
    – Meridiana/Air Italy (quasi completamente)
    – Vueling
    – CSA
    – Cyprus Airways
    – SAS

    Aggiungiamo che Easyjet e Ryanair non hanno mai, di fatto, sviluppato il traffico sul Catullo (Easy si limita a due rotte, Ryanair sta riducendo…) e la frittata è fatta. Rimane solo Volotea che però opera prevalentemente su rotte estive su destinazioni del Mediterraneo, con totale assenza di voli per le loro basi francesi.

    Meno male che ci sono gli inglesi….

  2. Eppure Esso è ancora lì, stipendiato da noi , paganti silenziosi , per il nostro bene e al nostro servizio.
    Cosa ci vorrà mai per cacciarlo via insieme ai suoi consociati???
    E la Pravda ride!!

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