Aeroporto Catullo – Visioni distorte

 
 

Parlare senza cognizione di causa

Ignoranza o malafede?

Una stucchevole dichiarazione del primo cittadino lascia alquanto perplessi.

Per non essere frainteso riporto quanto dichiarato e pubblicato d’aula stampa locale: “AEROPORTO CATULLO. Il decreto sui voli non permette la riapertura del Catullo ai voli commerciali. Sboarina: “Stiamo ragionando su una possibile riapertura dal 18. Ma il tema non è riaprire completamente un aeroporto se le compagnie non volano, perché significherebbe avere solo i costi. Il tema è: essere pronti quando le compagnie riapriranno”.

I costi caro Sindaco ci sono comunque, le quasi 11 mila persone che tra diretti ed indiretti gravitano sul Catullo non sono scomparse, e stanno percependo lo stipendio o la Cassintegrazione.

Il Suo velato messaggio, stile presidente di Aerogest, ammicca al partner industriale. E nemmeno tanto velatamente.

In Italia hanno già riaperto diversi aeroporti, ultimi in ordine di tempo i milanesi Bergamo e Linate.

Dire “quando lo compagnie riapriranno” o è ignoranza, perché sono già aperte, in Europa volano tutti, in Italia anche, tra poco, le compagnie non sono mai state chiuse, o malafede veicolata ad arte per dare un messaggio.

Questo ce lo risparmi, caro Sindaco, s’interessa ora del Catullo? In campagna elettorale non ha speso nemmeno una parola, eletto ha parlato solo per traccheggiare, ma di fatto si è allineato alla posizione del presidente di Aerogest.

Per rilasciare quella dichiarazione si è confrontato con la Sua maggioranza, o viaggia da solo? Il Consigliere Casali è di altre vedute, eppure è di una parte che lei ha in consiglio e che è ampiamente rappresentata.

Sicuramente non risponderà.

Già ha parlato troppo.

#catullolibero

Gerardo Grote

 
 

6 COMMENTI

  1. I costi sarebbero molto più alti se l’aeroporto riaprisse completamente ora…avete idea a quanto ammonti il solo costo della corrente elettrica per alimentare gli impianti di notte o in bassa visibilità?

    • senza contare che se ora i dipendenti sono in cassa integrazione e pertanto “a carico” dell’INPS ad una eventuale riapertura tutti questi costi tornerebbero in carico al datore di lavoro che se non arrivano i guadagni si arriverebbe ad un sicuro licenziamento e chiusura di attività.

  2. Anche gli altri aeroporti hanno gli stessi problemi. E’ ormai tradizione che il Catullo sia comunque in coda agli interessi di altri. Non avrà mai sviluppo concreto fintanto che le parti politiche e imprenditoriali locali non assumeranno unitarietà di intenti, quella che c’era ai tempi dei Zanotto, dei Gonella, dei Tomelleri, dei Gozzi eccetera e che ha costruito la fortuna della città. Oggi vedo grande pochezza culturale e politica e totale mancanza di lungimiranza. Vivacchiano aspettando chissà cosa.

    • Il problema è proprio la parte politica infatti…fintanto che avrà la maggioranza non potrà/vorrà mai mettere un soldo. Chi è in minoranza è disposta a metterci i soldi, ma pretende (giustamente) di avere poi il controllo della società a livello di quote. Invece chi ha il comando oggi vuole che vengano fatti investimenti “dagli altri” e poi comandare ancora.

  3. Il problema è proprio la parte politica che deve farsi da parte. Oggi i soldi pubblici servono per comperare ventilatori, potenziare i reparti di rianimazione, aiutare le persone fragili ecc. La gestione fallimentare dell’ aeroporto di Brescia, costruito usando tanti soldi dei contribuenti, gestita per 15 anni in modo ridicolo dalla politica è un chiaro esempio di come le competenze, la professionalità ecc, siano questioni di imprenditori privati, tenuto conto del fatto che ora di soldi pubblici non ce ne sono. Nel frattempo la città di Brescia è diventata il primo mercato (passeggeri + merci) per orio al serio.

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