Popolo Veneto sfila con le divise austriache del 1848

Screenshot
 
 

Una sfilata nel centro storico di Verona con le uniformi storiche austriache per richiamare una pagina del Risorgimento e proporre una lettura alternativa dell’annessione del Veneto al Regno d’Italia. È l’iniziativa che si è svolta sabato 24 ottobre, promossa dall’associazione Popolo Veneto, con la partecipazione del Comitato Pasque Veronesi.

I partecipanti hanno sfilato indossando le divise del 45° Reggimento imperiale-regio Arciduca Sigismondo, reparto che, secondo la ricostruzione proposta dagli organizzatori, era composto in larga parte da soldati veneti.

L’iniziativa ha richiamato in particolare la battaglia di Santa Lucia del 6 maggio 1848, quando le truppe austriache guidate dal feldmaresciallo Josef Radetzky sconfissero l’esercito piemontese di re Carlo Alberto durante la prima guerra d’indipendenza italiana.

La contestazione del plebiscito del 1866

Al centro della manifestazione anche la vicenda dell’annessione del Veneto al Regno d’Italia nel 1866. Gli organizzatori hanno definito il plebiscito di quell’anno un «plebiscito truffa», contestando le modalità con cui si svolse la consultazione che sancì formalmente il passaggio del Veneto all’Italia.

La sfilata è stata accompagnata da un gazebo informativo e dalla distribuzione di volantini, con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e passanti sulla ricostruzione storica sostenuta dall’associazione.

Comencini: «Orgogliosi della nostra identità e della nostra storia»

Il presidente di Popolo Veneto, Vito Comencini, ha ringraziato i partecipanti che hanno indossato le uniformi storiche, il Comitato Pasque Veronesi e i militanti dell’associazione per l’organizzazione del gazebo e la distribuzione del materiale informativo.

«Un’occasione per cercare di portare un po’ di verità sul Plebiscito Truffa, con cui il Veneto fu ceduto al Regno d’Italia nel 1866», ha dichiarato Comencini, rivendicando la volontà di promuovere una diversa interpretazione della storia veneta.

Il messaggio conclusivo dell’iniziativa è stato riassunto dagli organizzatori nel richiamo all’identità culturale e storica del territorio: «Orgogliosi della nostra identità, cultura e vera storia».