Nasce il G.I.S. di PFAS.land: prima mappa digitale navigabile sulla contaminazione da Pfas. Aree anche a Verona

 
 

Il 12 aprile è nata la prima mappa digitale navigabile sulla contaminazione da Pfas, dove ogni cittadino potrà verificare quanto inquinati siano il pozzo, la risorgiva, il fiume, le acque in prossimità della propria casa, del proprio orto, le stesse acque con cui si irrigano i campi e si allevano gli animali, per arrivare poi in forma di alimenti non solo sul proprio piatto, ma anche su quello degli altri.

Davide Sandini, esperto in problematiche idrogeologiche e componente del gruppo di lavoro scientifico per la redazione di Pfas.land, che rappresenta l’Organo di informazione dei gruppi-comitati-associazioni NO PFAS della Regione del Veneto, ha appena terminato un mirabile lavoro che merita di diventare bene comune e quindi strumento popolare.

Il lavoro complesso di Sandini ha riguardato l’aggregazione dei dati ufficiali Arpav (1) di scarichi industriali, acque sotterranee, acque superficiali e risorgive che precedentemente erano inseriti in un solo file enorme e difficilmente leggibile. Per creare un G.I.S. (acronimo inglese di Sistema Informativo Geografico), sono stati usati strumenti software liberi, come QGIS, che permettono di mettere in relazione dati numerici, catalogarli, dividerli e visualizzarli in maniera più comprensibile, agganciandoli ad una mappa, strumento indispensabile per comprendere un problema così diffuso.

Quindi con un colpo di mouse, ognuno di noi può istantaneamente conoscere la quantità di sostanze perfluoroalchiliche, censita da Arpav, e di conseguenza la qualità dell’acqua in un determinato punto cliccando al seguente link: http://qgiscloud.com/davide_ttk/Arpav_2019_4/

Al G.I.S., è stata aggiunta una sola categoria nella mole di informazioni pubblicata da Arpav: una somma aritmetica(2) in ng/litro di tutti i PFAS rilevati per ogni pozzo (colore arancio), fiume (colore azzurro) o risorgiva (colore blu): il sistema restituisce fino a 6 somme(3) delle analisi attorno ai punti di campionamento, in modo che siano subito identificati i punti dove le concentrazioni sono più alte e metterle in relazione con i paesi, le zone industriali ed i terreni agricoli circostanti. Naturalmente poi l’unica fonte a cui fare riferimento è rappresentata dai dati Arpav (consultabili cliccando sul pallino) che appariranno così, in tutta la loro precisione, ma in maniera meno ostica. In viola, invece, i dati dello scarico ARICA a Cologna.

Le analisi non si riferiscono a campionamenti sull’acqua distribuita dai gestori tramite acquedotti, ma ad acque di falda, fiumi, risorgive naturali e scarichi industriali.

Cliccando sul numero di ogni matrice, composta dai diversi colori, appare una seconda schermata in cui sono ben leggibili i seguenti dati: Comune – Data prelievo – Tipologia – Latitudine e Longitudine – Somma Pfas – Specifica di ogni singolo composto.

Per quanto riguarda il territorio del comune di Verona la mappa indica più aree di contaminazione come ad esempio la 3^ Circoscrizione dove si riscontra una evidenza nel quartiere S. Massimo. Cliccando sul pallino arancione (pozzo) presente in Via Brigata Aosta, circondato da 4 risultanze di sommatorie Pfas, appare sulla sinistra dello schermo una schermata con scritto PFAS_in_acque_2019_02_06_somma. Questa è la data in cui Arpav ha pubblicato l’aggiornamento dati nel sistema mentre sotto appaiono una serie di numeri in verticale che corrispondono ad una matrice identificativa del prelievo, nel caso specifico sono i 4 prelievi (1910,1911, 1912,1913).

Il limite di quantificazione è circa 5 ng/lt  per ogni sostanza il che significa che gli strumenti ad oggi in dotazione da Arpav non rilevano al di sotto dei 5 ng/lt per singola sostanza. Almeno in Veneto o per il Veneto: un recente report di Arpa Umbria mostra che Arpa Veneto ha collaborato con la Regione Umbria, dove si è arrivati dal marzo 2018 a misurare 0,2 ng/lt per i Pfos.

Il movimento NO PFAS è frammentato in un universo costituito da gruppi, comitati, associazioni e semplici cittadini che si riuniscono in modo più o meno spontaneo o strutturato per risolvere la problematica dei PFAS esplosa in Veneto nel 2013 che rappresenta il più grave caso di inquinamento dell’acqua potabile rilevato in Europa che ha colpito la popolazione di una vastissima area antropizzata del Nord Italia. I movimenti sono composti dalle Mamme No PFAS, dagli Angry Animals, Greenpeace e Legambiente, fino a raccogliere competenze dei gruppi di medicina ambientale e medicina del lavoro di livello nazionale come ISDE e Medicina Democratica, o locale come CiLLSA, associazione di Arzignano. Fondamentale è risultata l’azione dei raggruppamenti ambientalisti come il Coordinamento Acqua Bene Comune di Vicenza e Verona.

Alberto Speciale

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(1) Tutti i dati ricavati sul sito Arpav possono essere controllati consultando questa pagina: http://www.arpa.veneto.it/dati-ambientali/open-data/idrosfera/concentrazione-di-sostanze-perfluoroalchiliche-pfas-nelle-acque-prelevate-da-arpav

(2) Arpav misura 20 sostanze diverse fra le centinaia di Pfas, per gran parte restituiscono il limite di quantificazione come minore di 10 ng/litro (o 5 in alcuni casi), perciò questi valori non sono calcolati (anche secondo una normativa citata da Arpav) come sommabili per dare il totale di Pfas presenti. Quindi la somma è solo per i valori maggiori di 10 ng/litro. 

(3) Le somme che appaiono nella mappa sono “randomizzate” dal software, ovverosia, se maggiore di 6, prese a caso tra le presenti nello stesso punto. Cliccando sul punto si accede a tutte le matrici dei campionamenti, anche quelle non visibili di primo impatto. Attenzione alla “sovrapposizione grafica” delle stesse misure quando la scala geografica è troppo grande rispetto al dettaglio numerico, specie se fatto di più cifre. Basta zoomare per eliminare la sovrapposizione.

(Fonte dati: Pfas.land)

 
 
Alberto Speciale
Classe 1964. Ariete. Marito e padre. Lavoro come responsabile amministrativo e finanziario in una società privata di Verona. Sono persona curiosa ed amante della trasparenza. Caparbio e tenace. Lettore. Pensatore. Sognatore. Da poco anche narratore di fatti e costumi che accadono o che potrebbero accadere nella nostra città. Difensore dei diritti ambientali, il che mi ha procurato un atto di citazione milionario. Ex triatleta in attesa di un radioso ritorno allo sport.

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