L’amore è troppo “chimico”. A Bardolino i Carabinieri salvano uomo dal suicidio (di psicofarmaci)

 
 

La scorsa notte, a seguito di una segnalazione di un cittadino, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Peschiera Del Garda, si portavano in Bardolino all’interno di un parcheggio pubblico appena fuori dal centro del paese in direzione di Garda, dove trovavano un uomo rinchiuso all’interno della sua autovettura e che non accennava ad aprire la portiera.

Considerato l’evidente stato confusionale in cui versava lo stesso, i militari, attraverso i finestrini lasciati appena aperti con un piccolo spiraglio, più volte gli chiedevano di scendere dall’auto, senza però riuscirvi.

 

LA DINAMICA e I MOTIVI

L’uomo, sempre parlando attraverso la piccola apertura del finestrino, asseriva che la sua fidanzata, con la quale nell’ultimo periodo aveva condiviso un percorso disintossicante presso una struttura riabilitativa, era scomparsa e per questo motivo voleva togliersi la vita. Alla ulteriore richiesta dei Carabinieri di disinserire il blocco delle portiere e di scendere dall’auto rassicurandolo che erano li per aiutarlo a risolvere il suo problema, l’uomo reagiva ingerendo un intero flacone di psicofarmaci di una nota casa farmaceutica ed alcune compresse di benzodiazepine, oltre a medicinali per il trattamento dell’alcolismo.

Nella circostanza, i Carabinieri tentavano ripetutamente di farlo desistere dall’intento suicida senza però riuscirvi e, sebbene sorpresi dalla sua reazione, senza perdere la calma, prima allertavano il servizio sanitario riferendo con precisione la composizione del cocktail di farmaci ingeriti e poi, con grande professionalità, uno dei due militari empaticamente poneva all’uomo alcune domande sulla sua fidanzata riuscendo a catturare la sua attenzione mentre il collega riusciva ad aprire la portiera del lato passeggero infilando dal finestrino un fil di ferro, recuperato nell’immediatezza tra le aiuole circostanti.

Il militare, quindi, si introduceva tempestivamente nell’abitacolo, riuscendo ad impedire che l’individuo ingerisse altre pasticche che stava portando alla bocca una volta accortosi dell’apertura della portiera.

Dopo qualche istante l’uomo perdeva completamente lucidità e si accasciava sul sedile, ma il personale sanitario, nel frattempo sopraggiunto, pur constatando le sue gravi condizioni fisiche, riusciva a stabilizzarlo per poi trasferirlo presso l’Ospedale di Peschiera del Garda per le ulteriori cure disintossicanti.

I successivi accertamenti dei militari consentivano di identificare l’uomo in D.S., di anni 27 anni, rumeno, residente nella Valsugana, e che il nominativo della donna che aveva fornito non risultava presente in alcuna struttura ricettiva della zona.

Anche le ricerche eseguite a Bardolino e Garda, durate tutta la notte, non davano riscontro a quanto affermato dall’aspirante suicida. Nella circostanza veniva anche appurato che qualche sera prima i Carabinieri della Stazione di Lazise avevano già avuto a che fare con D.S. il quale era stato soccorso in quanto in evidente stato di ebrezza alcoolica e che la donna di cui parlava si sarebbe allontanata avendo scoperto il grave problema di alcoolismo che lo affliggeva.

 
 
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30 anni, parte di questi trascorsi inutilmente nel tentativo di scrivere una biografia seria e sensata. Forse questa è la volta buona (lo dico sempre!). Italiano e veronese, amante della comunicazione con ogni mezzo e a (quasi) ogni costo. Hellas Verona nelle arterie, musica jazz e le parole di un caro amico al momento giusto. Con la famiglia di VeronaNews per dare il meglio di me alla città che più amo al mondo.

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