Aeroporto Catullo – Scomode verità episodio 4

 
 

Succede che… pensavamo di avere visto (e sentito) tutto sul Catullo….

È stata la settimana delle grandi decisioni sul destino del Catullo, ci eravamo illusi che qualcosa di positivo si stesse muovendo, ma poi ci dicono che il super Presidentissimo Arena sarà confermato (in quota Riello, fatalità) e che rischiamo di avere anche Riello (che lascerà la presidenza di Aerogest)  in CdA visto anche l’importante lavoro fatto in questi anni per affossare il Catullo, e fare in modo di confezionare il regalo definitivo all’amico Marchi con cui condivide una amicizia di lunga data. 

Tutto a posto allora?

Pronti via:  abbiamo risolto tutte le questioni e siamo – adesso – tutti convinti della bontà del lavoro fatto in questi anni da SAVE. (Ma per piacere)

Infondo ci ha salvato dal fallimento (grasse risate), ha fatto uno sviluppo importante su Brescia che ormai straborda di passeggeri, ha fatto importanti investimenti a Verona elevando la qualità dei servizi oltre al nuovo terminal che garantirà almeno 8 milioni di passeggeri l’anno.

Cos’altro cerchiamo ancora?

Non sono queste le cose che Arena, Riello e Sboarina voglio farci credere? 

Purtroppo la realtà è tutt’altra, Brescia rimane abbandonata e non vede un volo schedulato da anni; Verona rimane quello che era 20 anni fa,  capannone industriale adattato a terminal passeggeri.

I passeggeri che continuano a lasciare commenti su Skytrax di quanto sia brutto, sporco e datato come infrastruttura.

Ma tutto questo la politica locale e soprattutto i soci pubblici non lo ricordano e ci fanno questo super regalo confermando per il 4o mandato il Presidente Arena inviso da tutto il territorio e infilerà Riello in CdA. 

Bravi tutti, in onore di Patti non scritti ma elettorali… a voi del territorio non ve ne frega un cazzo, e questo è chiaro.

A nome di tutti i lettori di Verona News: Grazie di cuore, scelte migliori non potevano essere fatte! 

Bricolo Federico, Pezzini amico del Giorgetti candidato alle regionali, e… Arena per l’amico Riello. Queste le nomine di Aerogest.

Ma adesso torniamo un passo indietro, parte dal nostro giornale un attacco ad Arena e Combriccola sulla prolungata chiusura dello scalo di Verona, asset fondamentale per lo sviluppo del turismo sul territorio.

Arena, Riello e guarda caso il nostro Sindaco Sboarina, che prendendo le difese di SAVE ci dicono che “non conviene riaprire” poco traffico. Possibile dire certe cose? Ma si, all’amico Marchi non possiamo far mancare il nostro “fedele” supporto ….

Noi di Verona News vogliamo ricordare che tutti gli scali hanno fatto di tutto per aprire e rimettersi in gioco non tanto per i soldi, ma soprattutto per offrire un servizio al territorio di appartenenza.

Così scali come Firenze, Bologna, Trieste, Ancona, Bari ecc… hanno risposto in soccorso al turismo e alle aziende, ma Verona no.

Il perché è da ritrovarsi nel ruolo subalterno che Verona e Brescia hanno nel pianeta SAVE, dura da accettare ma è così, e i voli vengono pianificati da Venezia (qui scatta un’amara risata).

Ultima perla che ci ha regalato il Presidente Arena, che dopo tre mandati, 9 anni, è lo scienziato del Catullo e di Confcommercio, è stata l’altro giorno quando sul TG di Tele Arena (@bbastanza @sservita) annuncia la ripresa dei voli da Mosca (importantissimi per il territorio) per essere smentito 2 giorni dopo: Aeroflot opererà solamente da Venezia, per Verona si vedrà a settembre, con buona pace e soddisfazione di Arena, Riello e Sboarina. (Ma andate a raccogliere i pomi!)

Concludiamo dicendo che siamo messi molto male, la politica locale è totalmente incapace di far gli interessi del nostro territorio e speriamo in un …. prossimo colpo di scena!

Morirete tutti di fame…

Gerardo Grote

 
 

5 COMMENTI

  1. Bene. Qualcuno saprebbe raccontare qualche altra ipotetica scomoda verità, del tipo intrecci di interessi? Non si spiega un simile accanimento contro gli interessi del territorio.
    Non basta rilevare gli effetti di tanta insipienza, che poi, più che per l’ insipienza, sarebbero frutto del peggiore consociativismo.

  2. Caro Aldo,

    La verità risiede nella valutazione e vendita di SAVE quando sono entrati i fondi d’investimento. I fondi che hanno acquisito SAVE hanno ricevuto garanzie che Verona non sarebbe mai stata sviluppata per tutto il suo potenziale. I famosi 60 milioni di euro di cui si parla da 5 anni per sviluppare lo scalo di villafranca sono niente rispetto a quello che serve veramente per competere e far crescere tutto il territorio del Garda.

    Stiamo assistendo ad una vergogna indescrivibile dove la politica locale ha delle colpe imperdonabili.

    Il fondi per pagare 1.3 miliardi di euro SAVE sapevano che il competitore più pericoloso sul territorio (Verona) era sotto stretto controllo di SAVE e non sarebbe stato sviluppato. È solo una questione di soldi ed interessi di pochi a danno di tutti, nulla di più.

    Infine, confermare personaggi come Arena ci fa capire la gravissima crisi in cui è caduta Verona…

    Alvise

  3. Certo, Alvise: questione di soldi e interessi di pochi. Proprio di questo vorrei sapere. Interessi privati e danno pubblico???. Insomma, una sorta di nepotismo finanziario che fa a pugni col diritto e la legge; parliamo almeno di incompatibilità?
    Vogliamo tollerare oltre? Si vogliono smascherare una volta per tutti i giochetti?
    I Fondi fanno i loro privati interessi; la rabbia viene dall’avere una istituzione pubblica governata dai privati. È un vulnus intollerabile. Allora, si privatizzi e pace e per il Catullo totalmente in mano al privato Save, sarebbe la sua fine.?…o forse no?.Quale interesse avrebbe il privato a tenere una infrastruttura in perdita? Gli converrebbe forse svilupparla, io penso.
    Insomma, si scelga: pubblico o privato perché così non si va da nessuna parte.

  4. Aldo,

    Oggi Catullo non è né privato ne pubblica …. vive in un modo di mezzo che non ha gran senso. I veri soci SAVE (i fondi d’investimento e non Marchi) non vedono Catullo e vogliono spendere spiccioli, ma tutto deve rientrare nel non impattare sulla valutazione di SAVE che nei prossimi 2 anni sarà venduta (i fondi in questione sono di breve termine). Per venderla bene Venezia, Verona deve rimanere “sotto controllo” e crescere troppo.

    Oggi SAVE ha preso un’altro brutto colpo, le crociere si sposteranno molto probabilmente (come giusto sia …) a Ravenna e questo comporterà una perdita di traffico croceristico per Venezia, e quindi ridimensionamento nella componente intercontinentale.

    La vera soluzione sarebbe una gara internazionale con fondi d’investimento che partecipano e che investono, non sull’asset di Venezia, ma nel sistema del Garda (Verona e Brescia). Questo non lo faranno mai succedere perché investire nel medio lungo termine sul sistema del Garda significherebbe “affondare” SAVE.

    Situazione molto brutta per noi vivere nel mondo di mezzo e grazie ai soci pubblici che sanno bene queste cose non oseranno mai proporre la soluzione della gara.

    Alvise

  5. Capisco tutto ma non il motivo per cui i soci pubblici veronesi debbano sottostare alla volontà dei Fondi Save. I patti sociali sono decaduti: o li rinnovano in barba al territorio o li ridiscutono su nuove basi. Mi si spieghi il motivo, anche solo uno, per cui, Riello, Arena e i trentini non vogliono o non possono ricostruire la società in antitesi a Save pur avendo ancora la maggioranza. Avevo letto molti mesi fa sulla stampa trentina che nella provincia di Trento ci fossero investimenti del doge e che dunque non conveniva dargli contro. Fu una notizia fugace mai più ripresa da nessuno: fake? Vero? Secondo me, qui sta il vulnus e non solo per i trentini ( almeno allora, oggi non so).

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