Dipendenti comunali in agitazione a Legnago. La vertenza tra amministrazione e lavoratori si concentra sulle risorse economiche non distribuite, sugli impegni contrattuali rimasti senza seguito e sulle modalità del confronto sindacale. Fp Cgil, Uil Fp e Csa Ral chiedono risposte concrete e accusano il sindaco Paolo Longhi di aver alimentato la polemica con battute e provocazioni sui social.
«Ai dipendenti del Comune di Legnago servono risposte concrete: risorse effettivamente distribuite, impegni rispettati e un confronto che affronti e risolva i problemi», dichiarano unitariamente le organizzazioni sindacali, rappresentate da Valentino Geri, Marco Bognin e Nicola Cavedini.
Fondi incentivanti, risorse che restano inutilizzate
Al centro della contestazione non c’è soltanto l’entità del fondo incentivante o del welfare, ma soprattutto la possibilità di distribuire effettivamente le risorse disponibili.
«Vantare un fondo tra i più ricchi della provincia non basta se poi, ogni anno, decine di migliaia di euro rimangono inutilizzate», sottolineano i sindacati, secondo cui si tratta di somme destinate alla valorizzazione del lavoro dei dipendenti.
Le organizzazioni chiedono di rimuovere gli ostacoli tecnici e contrattuali che impediscono l’erogazione dei fondi e di affrontare le criticità nel merito.
Nel mirino anche il metodo seguito durante l’ultimo confronto: dopo oltre un’ora e mezza di discussione, riferiscono i rappresentanti sindacali, sarebbe stato presentato un documento già predisposto e non in grado di recepire le richieste avanzate.
«Un metodo che mette in discussione l’utilità stessa del tavolo e che non offre risposte a chi attende il riconoscimento del proprio lavoro», denunciano.
«Basta provocazioni, i lavoratori garantiscono i servizi»
La vertenza riguarda anche il clima nei rapporti tra amministrazione e dipendenti. Fp Cgil, Uil Fp e Csa Ral contestano le battute del sindaco Paolo Longhi sui social e il gesto di lasciare camomilla nella buvette durante la mobilitazione.
«I dipendenti garantiscono ogni giorno i servizi ai cittadini e il funzionamento del Comune. Sbeffeggiarli sui social o lasciare camomilla nella buvette mentre è aperta una vertenza sindacale significa banalizzare problemi concreti», affermano.
Per i sindacati, la protesta nasce dalla necessità di tutelare i diritti economici e contrattuali dei lavoratori, a fronte di risorse non distribuite, impegni disattesi e insufficiente ascolto da parte dell’amministrazione.
Il 17 novembre il confronto in Prefettura
La vertenza proseguirà in Prefettura, dove martedì 17 novembre alle 12.30 è previsto il tentativo di raffreddamento.
In quella sede le organizzazioni sindacali chiedono impegni precisi, verificabili e accompagnati da tempi certi, affinché i dipendenti possano ottenere quanto ritengono spettante.
«Chiediamo responsabilità, rispetto e cultura istituzionale, non sketch da avanspettacolo», concludono Geri, Bognin e Cavedini, ribadendo la necessità di un confronto reale per arrivare a una soluzione della vertenza.
































