Cantine Pasqua in vendita, torna l’incubo della speculazione

 
 

Il progetto di social hounsing alle ex Cantine Pasqua è definitivamente tramontato, Fondazione Cariverona vi rinuncia e metterà in vendita il complesso. Lo ha comunicato ufficialmente l’assessore Ilaria Segala rispondendo all’interrogazione presentata lo scorso agosto dal consigliere Pd Stefano Vallani. Commenta Vallani: “La rinuncia della Fondazione era nell’aria da mesi, eppure ciò non lenisce il rammarico di vedere sfumare una progettualità dall’alto profilo sociale che a Verona mancava, in grado di risolvere una pluriennale situazione di degrado urbano marcando una svolta anche dal punto di vista urbanistico”.

“Fondazione Cariverona aveva infatti acquisito l’area nel 2015 – ricorda Vallani – con l’intenzione di trasformare il complesso ad alto rischio di degrado in un polo di housing sociale, con spazi di aggregazione di cui avrebbero dovuto beneficiare non solo gli inquilini degli appartamenti ma l’intero quartiere e le associazioni di volontariato che operano sul territorio”. “Ora massima attenzione sulle prossime mosse del Comune, in quanto ritornerà in auge la possibilità che venga accettato il vecchio progetto di un hotel da 90 camere o altre destinazioni che potrebbero rappresentare un nuovo attrattore di traffico senza alcun vantaggio per il quartiere”.

Si unisce al rammarico la Presidente della VI Circoscrizione Rita Andriani: “Apprendo con rammarico e dispiacere che Fondazione Cariverona si sarebbe tirata indietro rispetto alla riqualificazione dell’Ex cantine Pasqua con un interessante progetto di housing sociale, già atteso dal quartiere e che avrebbe potuto portare benessere abitativo e integrazione sociale nel nostro territorio. La prospettiva di avere un ulteriore albergo o altri spazi commerciali avrebbe un grosso impatto sulla viabilità della zona, già in forte sofferenza. Purtroppo a questo punto bisognerebbe intervenire sullo stato di degrado in cui versa il complesso, ormai abbandonato e luogo di writers che si arrampicano sempre più in alto per trovare spazi liberi da colorare, rischiando quotidianamente la vita”.

 
 

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