Morti sul lavoro, Sinistra Italiana chiede due tavoli permanenti

 
 

La sicurezza sul lavoro a Verona non può più essere affrontata soltanto dopo l’ennesima tragedia. È l’appello lanciato da Sinistra Italiana Verona, che propone l’istituzione urgente di due tavoli permanenti, uno presso la Prefettura e uno presso la Provincia, per coordinare controlli, prevenzione e interventi a sostegno delle famiglie delle vittime.

La richiesta arriva in un territorio che continua a fare i conti con un bilancio drammatico. Secondo i dati citati dal partito, aggiornati a fine settembre, Verona aveva già registrato 15 morti sul lavoro nei primi nove mesi dell’anno e quasi 11mila denunce di infortunio, confermandosi la provincia veneta con il maggior numero di segnalazioni.

A questo quadro si aggiungono le ultime tragedie di Ronco all’Adige e Malcesine, dove altri due giovani operai hanno perso la vita.

Per Sinistra Italiana, la sicurezza nei luoghi di lavoro è ormai una vera emergenza sociale, aggravata dal dramma delle famiglie che, dopo la perdita di un proprio caro, rischiano di essere lasciate sole.

Perini: «La sicurezza non può essere un’emergenza solo dopo le morti»

Il segretario provinciale di Sinistra Italiana Verona, Perini, chiede un cambio di passo nella gestione della prevenzione.

«Ancora una volta una famiglia della nostra provincia veronese non vede tornare a casa un proprio familiare perché morto per portare il pane a casa. La sicurezza dei lavoratori non può essere trattata come un’emergenza da affrontare solo all’indomani dell’ennesima morte bianca, ma richiede un impegno strutturale e quotidiano», dichiara.

Perini punta il dito anche contro il Governo nazionale, accusandolo di indebolire gli organi di vigilanza, non investire adeguatamente sulle assunzioni degli ispettori e deregolamentare il sistema degli appalti.

«Non possiamo più restare a guardare di fronte a questa strage, che ha precise responsabilità politiche. Le scelte di questo esecutivo dimostrano una totale subalternità alle logiche del profitto a discapito della vita umana», sostiene il segretario.

Due tavoli permanenti: controlli da una parte, sostegno alle famiglie dall’altra

La proposta di Sinistra Italiana prevede un sistema di coordinamento articolato su due livelli, con competenze complementari.

Alla Prefettura, il partito chiede l’attivazione di un tavolo tecnico che coinvolga gli organismi ispettivi, le forze dell’ordine e gli enti competenti, tra cui Ispettorato del Lavoro, Spisal e INAIL.

L’obiettivo sarebbe intensificare i controlli mirati nei cantieri, nelle fabbriche e nei settori produttivi maggiormente esposti al rischio, migliorando il coordinamento tra gli enti e la capacità di prevenire gli incidenti.

Alla Provincia, Sinistra Italiana propone invece un Osservatorio permanente dedicato all’analisi dei flussi occupazionali, alla promozione di campagne di sensibilizzazione e formazione e all’individuazione di forme concrete di sostegno alle famiglie delle vittime.

Tra le misure suggerite figurano borse di studio e aiuti economici per i familiari di chi ha perso la vita sul lavoro.

L’appello a Prefetto e Provincia

La richiesta è ora rivolta al Prefetto e al presidente della Provincia di Verona, affinché convochino tempestivamente sindacati, associazioni di categoria e tutti gli attori coinvolti per arrivare a un protocollo d’intesa operativo.

«Se da Roma non arrivano risposte, devono essere i territori a reagire. Chiediamo alle istituzioni locali di istituire due tavoli di coordinamento complementari per mappare il rischio, potenziare i controlli e fare vera prevenzione», afferma Perini.

La conclusione è un appello alla responsabilità delle istituzioni, al di là degli schieramenti politici.

«Salvare vite umane sul lavoro è un dovere morale e politico a cui nessuna istituzione può sottrarsi. Di fronte a vite spezzate, a migliaia di infortuni e all’immobilismo demagogico del governo Meloni, Verona deve rispondere e fare la propria parte», conclude il segretario.