Finale del campionato ‘Fair Play’ al carcere di Montorio

 
 

La Casa Circondariale di Verona Montorio ha cambiato volto, qualche giorno fa, diventando stadio della finale del campionato “Fair Play a Montorio”.

Si tratta del primo torneo organizzato all’interno di un carcere: sono stati coinvolti ben 140 detenuti, una squadra per ogni sezione, otto in tutto, per un periodo di un mese e mezzo. Alla base dell’evento sportivo, l’idea di aiutare i detenuti a misurarsi con le regole della “condotta” attraverso il gioco.
Fair play significa infatti rispettare le regole e l’avversario, collaborare con i compagni, riconoscere che i risultati sportivi ottenuti sono correlati all’impegno profuso. Un esperimento sociale tra le mura, che però ha permesso di abbattere diverse barriere, come quelle che normalmente isolano le sezioni tra loro.

I detenuti delle varie sezioni hanno potuto incontrarsi sul campo da gioco, mischiarsi, conoscersi, sfidarsi sotto il segno della competizione agonistica.
L’esperienza sportiva è risultata arricchente per tutti: dalla direzione che ha sostenuto il progetto sportivo e investito per il recupero del campo al personale carcerario coinvolto nell’allenamento, fino ai detenuti che hanno giocato, arbitrato, fatto da guardalinee, porta borracce e tifoseria.
All’interno del campo da calcio ho notato tanta maturità e consapevolezza tra i ragazzi – le parole di un detenuto, che ha voluto scrivere una lettera aperta dalla Casa Circondariale -. Vorrei ringraziare l’organizzatore di questo torneo Massimo Barbera, perché è stato il primo a crederci, senza mai giudicarci e lo ha fatto sapendo di avere tutti gli occhi puntati addosso. Ha scommesso su di noi e noi non lo abbiamo deluso: ci ha dato una speranza e ci ha trasmesso la voglia di credere in noi stessi sia dentro che fuori dal campo”.

La finale si è disputata tra la sezione 1c1 e la sezione 4c3, con la vittoria della prima. Risultato: 3 – 1.
Tra le urla dei tifosi, oltre le reti del campo e dalle finestre dei piani alti dell’edificio, non sono mancati i riconoscimenti: premiati il miglior calciatore, il miglior capocannoniere, la squadra che si è distinta per disciplina, organizzazione e rispetto delle regole.
Presenti alla partita e alle premiazioni la direttrice Francesca Gioieni, la presidente dell’Ottava Circoscrizione delegata del sindaco Claudia Annechini, il consigliere provinciale Diego Ruzza, il garante dei detenuti Don Carlo Vinco, alcuni rappresentanti del personale penitenziario in servizio, l’associazione San Vincenzo De Paoli che opera per potare il vestiario ai detenuti e altri enti che operano all’interno del carcere.

 
 

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