“Noi in appoggio solo ad un Sindaco coraggioso. Ecco le nostre proposte”

 
 

Un astensionismo in continua crescita (– 30% nel 2012, 41% nel 2017, 45% nel 2022) – dovrebbe preoccupare tutti i politici, a prescindere dal loro schieramento, perché significa che circa la metà dei veronesi non si sente più rappresentata; dei loro problemi non parla nessuno o vengono etichettati come fantasie o desideri irrealizzabili.

Si apre così la lettera aperta di Alberto Zelger, candidato sindaco per “Verona per la Libertà“, “Zelger Sindaco” e “Popolo della Famiglia” al primo turno dello scorso 12 giugno.
Una lettera ché è anche un comunicato politico preciso e strutturato; ormai i giorni che separano Verona e i veronesi dal ballottaggio di domenica sono sempre meno.

Zelger ha conquistato un totale di 2856 voti, ovvero il 2,64%. Una pattuglia di consensi ché, in maniera decisa, non è stata sino ad ora messa a disposizione in appoggio ad alcun candidato per il ballottaggio ma che – con le stime di voti e l’affluenza attuali – possono risultare molto più che un semplice apporto di acqua.

Abbiamo vissuto più di due anni – prosegue Zelger – in uno stato di emergenza continuo, che ha messo in ginocchio l’economia e tante famiglie, ridotte in povertà da scelte autoritarie, accettate da molti cittadini per effetto di una propaganda a senso unico, mai vista nella storia repubblicana, che ha fatto leva sulla paura di morire censurando ogni posizione critica. Con la mia candidatura ho cercato di proporre una visione alternativa, raccogliendo le istanze di una piazza che ha manifestato settimanalmente, e di tante aziende e professionisti, che non si sono esposti solo per evitare ritorsioni, ma che condividono le nostre preoccupazioni. Ci hanno chiesto di sostenere un sindaco al ballottaggio, ma nessuno dei due ha mai parlato delle nostre istanze, come se non esistessero. Inoltre la coalizione che mi appoggia non è partitica; raccoglie consensi a destra e a sinistra sulla base delle priorità stabilite nel nostro programma, cosi come avviene con analoghi movimenti politici in molte altre città. Molti dicono che i Comuni non possono far nulla al riguardo, ma non è vero.

Da qui il nucleo principale del comunicato:

Ecco alcune iniziative, che, in ordine di priorità, chiediamo a un sindaco coraggioso:

1) destinare 500.000 euro al sostegno di chi presenta effetti avversi gravi a seguito della somministrazione del vaccino anti-Covid (NOTA-1). Il progetto dovrà avere il patrocinio del Comune e adeguata pubblicità sui suoi canali informativi;

2) nella sua veste di tutore della salute pubblica (artt. 50 e 54 del TUEL) e tenendo conto delle evidenze scientifiche sui danni alla salute fisica e psichica provocati dall’uso prolungato delle mascherine (NOTA-2), il sindaco potrà emanare un’ordinanza urgente e contingibile, eventualmente rinnovabile, per vietare l’uso delle mascherine nelle scuole;

3) rimuovere i vincoli che ostacolano le visite ai familiari nelle RSA; promuovere un dialogo con l’AQUI e l’ULSS9 per rimuovere analoghi vincoli alle visite dei familiari ai ricoverati in ospedale;

4) destinare uno spazio comunale al Comitato Medico Scientifico Indipendente di Verona (NOTA- 3), per fare chiarezza sugli aspetti medico-scientifici del Covid, dei vaccini e degli effetti avversi generati dai vaccini, come pure sugli aspetti giuridici relativi alle restrizioni della gestione pandemica, favorendo il confronto tra le diverse posizioni. Il progetto dovrà avere il patrocinio, il sostegno economico e un’adeguata pubblicità sui canali informativi del Comune;

5) promuovere incontri e convegni per l’approfondimento medico-scientifico dei danni biologici causati dall’inquinamento elettromagnetico, già evidenziati dall’Istituto di Ricerca Ramazzini e dal National Toxicology Program con un incremento dei tumori, che potrebbero svilupparsi ulteriormente con la diffusione delle radiazioni 5G.

Garantiremo l’appoggio al candidato sindaco – conclude esplicitamente Zelger – che accoglierà esplicitamente le nostre proposte, convinti che soltanto scelte coraggiose potranno ridurre l’astensionismo di chi crede che il voto non serva più a nulla. Aggiungo a livello personale la mia condivisione delle recenti dichiarazioni del vescovo di Verona sulla necessità di non votare chi sostiene ideologie contrarie all’etica cristiana.

 
 

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