Nidi e scuole materne; le criticità sollevate da CSA a poche settimane dalla prima campanella

 
 

Tra pochi giorni, sia i Nidi d’Infanzia del Comune di Verona (1° settembre) che le Scuole Materne Comunali (15 settembre) apriranno i battenti.

Nell’ottica di queste due “scadenze” così importante e impattànti la vita di tantissime famiglie, riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa della segreteria provinciale CSA – Cooperativa Servizi Assistenziali che esprime “grande perplessità ed preoccupazione per quel che riguarda le procedure che il Comune di Verona intende seguire per ridurre la possibilità di contagi da coronavirus.

A questo fine, come previsto dalla vigente normativa, si sta discutendo un Protocollo che però risulta – a nostro parere -molto carente.

Come è noto, i Nidi Comunali e le Scuole dell’Infanzia sono una tipologia di servizio che richiede una attenzione particolare nel caso di una riapertura.

Al di là di altre considerazioni importanti, ma di dettaglio, ci giunge notizia che il servizio intende riaprire con il medesimo ‘rapporto numerico’ ossia 1 Educatrice ogni 10 bambini per i Nidi e 1 Docente ogni 25 bambini per le Scuole, come fosse una riapertura ordinaria. Al contrario sarebbe assolutamente da ridurre detto rapporto almeno a 1/5 (come indicato dalle Linee Guida Regionali) per i Nidi e 1/10 per le Scuole dell’Infanzia, rafforzare la stabilità di piccoli gruppi chiusi con educatrici/docenti dedicate, anche con una contrazione del servizio (soppressione del prolungamento pomeridiano fino alle 18) e la possibilità di impiego del personale nelle ore centrali del giorno.

Questo approccio, mentre si rincorrono le notizie di un sempre maggior numero di contagi, ci pare molto pericoloso e foriero di un autunno caldo, anche in considerazione del fatto che, come indicato chiaramente dall’INAIL nel suo Documento Tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-COV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione dell’Aprile 2020 i Nidi (Codice Ateco 88.91) rientrano nelle tipologie di attività ad alto rischio di contagio, assimilabili alle Case di riposo, stante l’estrema promiscuità con i piccoli utenti.

Non possiamo infatti immaginare che cosa accadrebbe se si rilevasse un solo contagio in un Nido o in una Scuola dell’Infanzia con la conseguente quarantena (per non dire altro) estesa a ben 10 famiglie nel caso dei Nidi, ovvero 25 famiglie per le Materne, col grave danno e il disagio che questo comporterebbe. La logica infatti della riduzione del numero dei componenti i gruppi è strettamente collegata, in questo momento di recrudescenza del virus, nell’ottica di un contenimento importante dello stesso, se non di un suo azzeramento.

Nel protocollo in parola non se ne tiene affatto conto: nessuna indicazione di utilizzo ordinario almeno della mascherina FFP2, nessuna rilevazione della temperatura all’entrata, nessuna previsione di tamponi alla riapertura del servizio.

CSA – conclude il comunicato – ha pertanto inviato due comunicazioni al Sindaco di Verona Federico Sboarina e al nuovo Assessore del Settore Istruzione, dott.ssa Maria Daniela Maellare, perché si facciano parte attiva a mettere in atto quelle misure (il tempo è ormai minimo) perché il Protocollo venga integrato in quei punti fondamentali (rapporti numerici ridotti conformi alle Linee Guida Regionali).

 
 
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30 anni, parte di questi trascorsi inutilmente nel tentativo di scrivere una biografia seria e sensata. Forse questa è la volta buona (lo dico sempre!). Italiano e veronese, amante della comunicazione con ogni mezzo e a (quasi) ogni costo. Hellas Verona nelle arterie, musica jazz e le parole di un caro amico al momento giusto. Con la famiglia di VeronaNews per dare il meglio di me alla città che più amo al mondo.

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