Consiglio Comunale; AGEC, il bilancio di previsione è OK. Sguardo sul 2023

 
 

Ieri sera, durante la seconda sessione ordinaria di Sala Gozzi dopo la pausa estiva, il Consiglio Comunale ha approvato, con 22 voti favorevoli e 5 contrari, il bilancio economico di previsione 2021 e il triennale 2021-2023 di AGEC.

Collegato, per illustrare le linee d’indirizzo aziendali, numeri e budget il presidente dell’Azienda Speciale Maurizio Ascione.
Il documento prevede utili attesi di 199 mila euro per il 2021, 273 mila euro per il 2022 e 310 mila euro per il 2023, suddivisi per macrosettori.
Primo quello immobiliare, attività storica di Agec, nell’ultimo anno interessata dall’acquisto e dalla riqualificazione delle Case Azzolini.
Poi il cimiteriale, a seguire farmacie, infine ristorazione eventi e musei.
In quest’ultima area, una delle più importanti per ricavi, sono incluse le mense scolastiche, Torre dei Lamberti e Funicolare.

Agec ha provveduto a revisionare il bilancio annuale e triennale, tenendo conto delle nuove linee di indirizzo che hanno portato all’acquisto delle Case Azzolini – afferma l’assessore alle Aziende partecipate Stefano Bianchini –. I budget presentati tengono conto dell’effetto pandemico e dalla crisi economica, e di conseguenza delle richieste da parte degli affittuari di riduzione dei canoni o sospensione dei pagamenti mensili. Il documento però prevede anche una progressiva ripresa negli anni 2022 e nel 2023. Nonostante le gravi difficoltà dovute all’emergenza sanitaria, l’attività svolta da Agec ha nel complesso saputo far fronte alla situazione. Per questo motivo i risultati economici attesi per il triennio sono positivi”.

Ad inizio seduta si è tenuta la commemorazione del consigliere comunale Giuseppe Dama, deceduto il 23 luglio. A ricordarlo Gabriella Poli.
Dama, maestro elementare e studente di medicina, venne eletto per la prima volta in Consiglio comunale nel 1951 per il Partito Comunista Italiano. Vi rimase per tre mandati consecutivi, ricoprendo anche il ruolo di capogruppo. Dopodichè lasciò Verona per dedicarsi alla politica nazionale.

 
 

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