Verona invecchia e la politica rincorre: la città cambia prima delle scelte

 
 

Verona sta cambiando rapidamente, e lo sta facendo in una direzione che pone nuove responsabilità alla politica cittadina. La popolazione cresce, ma invecchia: gli over 65 aumentano, mentre i giovani diminuiscono. Un trend che non riguarda solo i numeri, ma la qualità della vita nei quartieri, la domanda di servizi e la sostenibilità del sistema urbano.

Il fenomeno è evidente in tutta la città: dal centro storico alle periferie, cresce il numero di anziani che vivono soli, spesso con difficoltà di mobilità e con un bisogno crescente di assistenza quotidiana. Le Circoscrizioni segnalano un aumento delle richieste di supporto, mentre le associazioni del territorio intercettano fragilità che fino a pochi anni fa erano marginali.

A complicare il quadro c’è il paradosso abitativo: il patrimonio immobiliare aumenta, ma molte case restano vuote o inutilizzate. Una contraddizione che pesa sulle politiche abitative e che richiede una strategia chiara su affitti calmierati, cohousing, rigenerazione e servizi di prossimità.

L’invecchiamento della città impone scelte politiche precise. Non bastano interventi spot o iniziative stagionali: servono piani di lungo periodo per l’assistenza domiciliare, il trasporto sociale, la sanità territoriale, la riqualificazione degli spazi pubblici e la creazione di reti di comunità capaci di ridurre la solitudine.

La giunta è chiamata a ripensare la città in funzione di una popolazione meno mobile e più vulnerabile. Una sfida che riguarda urbanistica, welfare, mobilità e sicurezza. Perché l’invecchiamento non è un’emergenza improvvisa: è il nuovo volto di Verona, e la politica deve decidere come accompagnarlo.

MC