Grazie al recente intervento di riqualificazione promosso da ATER Verona, l’Università degli Studi di Verona si arricchisce di nuovi spazi dedicati alla sua comunità studentesca proprio perche, ogni anno, aumenta sempre più in termini di iscrizioni.
L’inaugurazione del nuovo student housing in Via Merano, nel quartiere di Borgo Roma, ha permesso di convertire un intero edificio in una struttura residenziale moderna, capace di offrire 19 alloggi per un totale di 52 posti letto a disposizione degli iscritti.
La cerimonia d’inaugurazione con tanto di classico taglio del nastro è avvenuta questa mattina alla presenza di una nutrita partecipazione di personale politico e istituzionale.
Presenti dunque, oltre al presidente di ATER Verona Matteo Mattuzzi, anche il Direttore Generale ing. Franco Falcieri, i consiglieri regionale del Veneto Matteo Pressi, Stefano Valdegamberi e Alberto Bozza e l’eurodeputato Flavo Tosi.
CON IL PNRR
La realizzazione dell’opera ha richiesto un investimento complessivo di circa 3 milioni di euro, sostenuto da un finanziamento di 1,15 milioni proveniente dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Il progetto si è basato sulla ristrutturazione integrale dello stabile attraverso interventi mirati di adeguamento sismico e di efficientamento energetico.
Questi lavori hanno permesso all’edificio di compiere “un notevole salto di qualità ecologico, portando la classificazione energetica dalla classe E alla classe A4“.
A margine della presentazione, è intervenuto il presidente Mattuzzi, il quale ha sottolineato il valore dell’intervento. “Riqualificare un edificio e offrire agli studenti ambienti moderni e sostenibili rappresenta un obiettivo che va oltre la tradizionale missione dell’ente. È uno sguardo rivolto alle prossime generazioni che non possiamo non avere”.
L’importanza di rispondere alle richieste sempre più numerose degli studenti è stata ribadita anche dal consigliere Pressi: “Verona è una città universitaria con circa 30mila studenti, di cui il 20% fuori sede. ATER va così mettendo a disposizione una soluzione in un contesto di domanda abitativa significativa che, in assenza di strutture dedicate, si riversa sul mercato degli affitti tradizionali, contribuendo all’aumento dei canoni“.
Nicola Zanotto


































