La candidatura degli ecosistemi marini dell’Eocene di Bolca e della Val d’Alpone alla Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO per il 2027 incassa il plauso di Valdegamberi, che esprime apprezzamento per il percorso avviato e per il valore scientifico e culturale del sito.
«I fossili di Bolca rappresentano un unicum a livello mondiale per la straordinaria pluralità di tipologie risalenti all’Era geologica dell’Eocene», sottolinea Valdegamberi, ricordando come si tratti di un patrimonio di eccezionale rilevanza internazionale.
La candidatura, frutto di un lavoro nato dal basso diversi anni fa, è ora approdata ufficialmente a Parigi, sede dell’UNESCO, grazie a un percorso che ha visto il costante accompagnamento e il sostegno della Regione Veneto. Un traguardo importante che potrebbe culminare con il riconoscimento ufficiale nei prossimi anni.
«Ora attendiamo il giusto riconoscimento – aggiunge – che possa coronare l’impegno portato avanti con determinazione in questi anni». Ma l’attenzione si sposta anche sul futuro: secondo Valdegamberi, il territorio deve farsi trovare pronto. «È fondamentale investire fin da subito in accoglienza, infrastrutture e marketing territoriale, per cogliere appieno le opportunità che un eventuale riconoscimento Unesco potrà offrire».
La candidatura di Bolca e della Val d’Alpone si configura così non solo come un obiettivo culturale e scientifico, ma anche come una leva di sviluppo turistico ed economico per l’intero territorio.


































