Nuovi spazi per una didattica sempre più innovativa e orientata alla pratica. All’Istituto Biologico 3 di Borgo Roma sono stati inaugurati i due nuovi laboratori didattici di Biologia e Farmacia dell’Università di Verona, pensati per offrire alle studentesse e agli studenti ambienti di formazione avanzata, capaci di integrare teoria, sperimentazione e apprendimento attivo.
Non semplici luoghi fisici, ma veri e propri ambienti di didattica evoluta, progettati per favorire il lavoro in piccoli gruppi, l’utilizzo di strumentazioni all’avanguardia e un dialogo costante tra formazione universitaria e pratica clinica.
L’inaugurazione e gli interventi istituzionali
La cerimonia si è aperta con gli interventi della prorettrice alla Didattica Maria Grazia Romanelli, del preside vicario della Facoltà di Medicina e Chirurgia Angelo Pietrobelli e del presidente della Fondazione Cariverona Bruno Giordano, che ha sostenuto il progetto nell’ambito degli investimenti a favore dell’Ateneo.
Presenti all’evento anche numerosi rappresentanti delle istituzioni sanitarie e del territorio, tra cui Callisto Marco Bravi, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, Mario Piccinini, direttore dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, Elisa La Paglia, assessora alla Salute del Comune di Verona, Patrizia Benini, direttrice generale dell’Ulss 9 Scaligera, e Federico Realdon, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Verona.
Due laboratori al servizio della formazione avanzata
Nel corso della giornata sono stati presentati i due nuovi spazi didattici. Il laboratorio di Biologia è a supporto del corso di laurea magistrale internazionale in Biologia per la Ricerca Traslazionale e la Medicina di Precisione, presieduto da Daniele Dall’Orco, docente di Biochimica. Il laboratorio di Farmacia è invece dedicato al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Farmacia, presieduto da Cristiano Chiamulera, docente di Farmacologia.
Entrambi i laboratori sono stati progettati per rispondere alle esigenze della didattica contemporanea, che richiede spazi flessibili, tecnologie aggiornate e un forte collegamento con il mondo della ricerca e della pratica professionale.
Romanelli: «Investimento sul presente e sul futuro»
«L’inaugurazione di oggi si inserisce pienamente nel piano strategico dell’Università di Verona, che pone al centro qualità, innovazione, sostenibilità e centralità dello studente – ha dichiarato Maria Grazia Romanelli –. È un investimento sul presente e sul futuro, che conferma l’impegno del nostro Ateneo nella formazione di professionisti e ricercatori preparati e responsabili».
Pietrobelli: «Spazi adeguati per la didattica di oggi»
Secondo Angelo Pietrobelli, «il Biologico 3 nasce per rispondere in modo efficace alle esigenze della didattica contemporanea, che richiede ambienti adeguati, tecnologie aggiornate e una sempre maggiore integrazione con la pratica clinica. Con questi laboratori offriamo strumenti indispensabili per una formazione in continua evoluzione».
Fondazione Cariverona: oltre 14 milioni per l’Ateneo
«Sostenere questo progetto è una scelta strategica – ha sottolineato Bruno Giordano, presidente di Fondazione Cariverona – perché significa costruire un futuro fondato sulla conoscenza, sul capitale umano e sulla centralità dei giovani». Dal 2020, la Fondazione ha stanziato oltre 14 milioni di euro in più di 40 iniziative a favore dell’Università di Verona, con l’obiettivo di rendere il territorio sempre più attrattivo per studio, ricerca e impresa.
Dall’Orco e Chiamulera: formazione pratica e competenze
«Grazie a questi spazi – ha spiegato Daniele Dall’Orco – gli studenti imparano concretamente a fare ricerca, sviluppando competenze pratiche, capacità di lavoro in team e un approccio critico alle principali tematiche della ricerca biomedica e clinica».
Per Cristiano Chiamulera, «l’inaugurazione dei laboratori rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di crescita del corso di laurea in Farmacia a Verona. Qui si costruiscono competenze e abilità essenziali per la formazione dei futuri farmacisti, anche nel loro ruolo culturale e sociale».




































