Univr, clima teso dopo l’esposto all’ANAC sull’abilitazione a Professore di Nocini

 
 

Resta aperta l’attenzione sulla procedura di chiamata accademica dell’Università di Verona finita all’esame dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) a seguito di un esposto presentato da soggetti esterni all’amministrazione universitaria. La segnalazione chiede di verificare il rispetto delle disposizioni previste dalla legge 240 del 2010, che disciplina il reclutamento dei docenti universitari secondo criteri di trasparenza, imparzialità e prevenzione dei conflitti di interesse.

La vicenda, emersa a ridosso dell’insediamento della nuova governance dell’Ateneo, ha trovato ieri un ulteriore momento di chiarimento nel corso del Senato accademico, riunito nella Sala Barbieri di Palazzo Giuliari, durante il quale è intervenuta la rettrice Chiara Leardini.

«Come Rettrice e come persona condivido un disagio profondo che la nostra comunità universitaria sta vivendo – ha affermato –. Sento tuttavia la responsabilità e il peso di difendere la reputazione del nostro Ateneo e quindi di qualcosa che va al di sopra della mia opinione personale». Un passaggio che ha segnato il tentativo di tenere insieme il piano umano e quello istituzionale, in una fase delicata per l’Università.

Nel suo intervento, Leardini ha chiesto alle direttrici e ai direttori di dipartimento di aderire a un percorso condiviso volto a rafforzare l’etica nel reclutamento del personale universitario, indicando questo impegno come una priorità del nuovo mandato rettorale. «Di questo posso rispondere – ha aggiunto – da adesso in poi, visto che sono in carica da meno di due mesi, e su questo mi impegnerò per i prossimi sei anni».

Sul piano strettamente amministrativo, la rettrice ha ribadito che, per quanto di competenza dell’Ateneo, la procedura di chiamata di un docente di Otorinolaringoiatria, Audiologia e Foniatria da parte del Dipartimento di Scienze chirurgiche, odontostomatologiche e materno-infantili «risulta formalmente corretta dal punto di vista amministrativo». È stato inoltre ricordato che l’abilitazione a professore ordinario di Riccardo Nocini è stata conferita da una Commissione nazionale per l’abilitazione scientifica, mentre la successiva valutazione è stata affidata a una Commissione esterna composta da tre docenti ordinari.

«Prendo atto, tuttavia – ha proseguito Leardini – che esiste una parte formale che abbiamo ricostruito attraverso i 14 passaggi procedurali e che siamo disponibili a divulgare a chi lo richiedesse. Se dovessero emergere nuovi elementi siamo disponibili e ci impegniamo a considerarli». Una disponibilità che viene letta come apertura alla massima trasparenza, senza che ciò implichi, allo stato, un riconoscimento di irregolarità.

La rettrice ha infine espresso amarezza per il dibattito sviluppatosi nei giorni scorsi, sottolineando che «quanto emerso non rappresenta la forza e l’eccellenza della nostra comunità universitaria, che rivendico con orgoglio».

Nel frattempo, la vicenda continua a generare reazioni anche all’esterno dell’Ateneo. Sui social network sono comparsi commenti e prese di posizione, tra cui quella dell’Associazione ALS – Specializzazioni in Medicina, che ha annunciato la possibilità di iniziative ulteriori qualora non ritenga soddisfacenti le risposte istituzionali. Altri interventi, più misurati, hanno invece invitato a fare piena chiarezza per tutelare la reputazione dell’Università di Verona.

Sul piano istituzionale, non risultano al momento provvedimenti né determinazioni ufficiali dell’ANAC, che dovrà valutare se procedere con approfondimenti o archiviare la segnalazione. Ogni eventuale esito potrà emergere solo al termine delle valutazioni dell’Autorità competente.

MC