Univr accelera sull’intelligenza artificiale: formazione, strumenti digitali e uso responsabile

 
 

L’intelligenza artificiale entra sempre più nel mondo universitario veronese. L’Università di Verona compie un nuovo passo nel percorso di transizione digitale previsto dal Piano Strategico 2026-2028, ampliando le opportunità di utilizzo degli strumenti avanzati di intelligenza artificiale generativa a supporto della didattica, della ricerca e dell’innovazione.

Tra le prime università italiane ad aver adottato una piattaforma istituzionale di intelligenza artificiale generativa e ad averne regolamentato l’utilizzo attraverso un percorso strutturato di formazione e gestione dei rischi, l’Ateneo conclude una nuova fase del proprio programma di innovazione digitale.

L’obiettivo non è soltanto mettere a disposizione nuove tecnologie, ma accompagnare studenti, docenti e personale universitario nello sviluppo delle competenze necessarie per utilizzarle in modo efficace e consapevole.

Per questo, dal prossimo anno accademico saranno attivati corsi specifici di AI Literacy e sull’utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale applicati alla didattica, con la supervisione dei docenti.

Il percorso formativo sarà rivolto a tutte le studentesse e agli studenti dell’Ateneo, indipendentemente dal corso di studi scelto, con l’obiettivo di fornire una conoscenza di base dei sistemi di intelligenza artificiale, dei loro potenziali utilizzi e dei rischi collegati.

Il corso sarà organizzato in modalità blended e comprenderà 53 pillole didattiche, disponibili in italiano e inglese, per un totale di circa 20 ore di formazione, alle quali si aggiungeranno attività di supporto tutor in presenza e una verifica finale.

Il programma sarà articolato su tre grandi aree.

La prima riguarderà i fondamenti dell’intelligenza artificiale: dal machine learning al deep learning, dall’IA generativa ai limiti tecnici dei sistemi, comprese le cosiddette “allucinazioni” dei modelli.

La seconda affronterà gli aspetti etici, sociali e normativi: dai bias e dalle discriminazioni agli aspetti legati alla responsabilità, all’AI Act europeo, alla protezione dei dati, al diritto d’autore e all’integrità accademica.

La terza parte sarà invece dedicata all’utilizzo pratico degli strumenti: tecniche di prompt, valutazione critica delle risposte prodotte dall’IA, verifica delle informazioni, ricerca bibliografica assistita, sintesi dei testi e scrittura accademica.

L’investimento dell’Università di Verona arriva dopo un percorso di formazione rivolto a docenti e personale tecnico-amministrativo, con particolare attenzione alla sicurezza delle informazioni, alla tutela dei dati e alla necessità di mantenere sempre una supervisione umana sui risultati prodotti dall’intelligenza artificiale.

«L’intelligenza artificiale rappresenta una delle trasformazioni più rilevanti del nostro tempo e le università hanno il compito di governarla con responsabilità, spirito critico e visione – dichiara Roberto Posenato, delegato della Rettrice per la Transizione all’intelligenza digitale –. Per essere attrattiva e competitiva, un’università deve consentire alla propria comunità di confrontarsi con le tecnologie più avanzate, sviluppando però le competenze necessarie per utilizzarle in modo consapevole ed efficace».

«Abbiamo scelto di investire non solo negli strumenti, ma soprattutto nelle persone – aggiunge Posenato – affinché l’innovazione diventi una leva per migliorare la qualità della didattica, della ricerca e dei servizi».

Il progetto si inserisce nella strategia più ampia dell’Ateneo dedicata all’AI Literacy e all’innovazione responsabile, con l’obiettivo di rafforzare le competenze digitali e preparare studenti e professionisti alle trasformazioni che stanno cambiando il mondo del lavoro e della società.