Un weekend da sogno all’Arena: tre capolavori di Verdi in tre serate consecutive

 
 

Un lungo fine settimana all’insegna della grande opera. L’Arena di Verona propone tre serate consecutive dedicate ai capolavori più amati del repertorio lirico: da giovedì 30 luglio a sabato 1 agosto il pubblico del 103° Opera Festival potrà assistere ad Aida, La Traviata e Nabucco, tre titoli simbolo del genio di Giuseppe Verdi interpretati in tre differenti visioni sceniche.

Un vero viaggio nella storia dell’opera areniana, tra grandi classici e produzioni delle ultime edizioni del Festival, con protagonisti alcuni tra i più apprezzati interpreti internazionali.

Aida, il ritorno dello splendore firmato Zeffirelli

Si parte giovedì 30 luglio alle ore 21.15 con Aida, quinto titolo operistico del Festival 2026, che torna in scena nell’allestimento ideato da Franco Zeffirelli per l’Arena nel 2002.

Una produzione diventata un simbolo dell’anfiteatro veronese, con le scene e la regia del grande maestro fiorentino, i costumi di Anna Anni e le luci di Paolo Mazzon, capaci di ricreare lo splendore dell’antico Egitto tra oro, pietre preziose e tessuti multicolori.

Nel cast Aleksandra Kurzak sarà Aida, affiancata dal Radames del tenore SeokJong Baek e dall’Amneris di Clémentine Margaine. Sul palco anche Alexander Vinogradov nel ruolo di Ramfis, Youngjun Park come Amonasro e Abramo Rosalen nei panni del Re degli Egizi.

La direzione dell’Orchestra e del Coro della Fondazione Arena sarà affidata al maestro Francesco Ommassini.

In scena anche centinaia di mimi, comparse e il Ballo areniano, coordinato da Gaetano Petrosino, con le coreografie originali di Vladimir Vasiliev.

La prima serata è già sold out. Le repliche sono previste il 9, 15, 23 e 30 agosto e il 4 e 10 settembre.

La Traviata, la nuova produzione tra amore, sacrificio e Belle Époque

Venerdì 31 luglio alle ore 21.15 torna invece La Traviata, l’opera di Verdi più rappresentata al mondo, protagonista dell’inaugurazione del Festival 2026 e della trasmissione Rai che ha raggiunto quasi mezzo milione di spettatori.

La nuova produzione firmata dal regista Paul Curran racconta la storia di Violetta tra splendori e contrasti della Parigi della Belle Époque, con scene di Juan Guillermo Nova, costumi di Stefano Ciammitti, coreografie di Kyle Lang e luci di Fabio Barettin.

Un omaggio anche al vero Moulin Rouge parigino, con i suoi simboli storici portati in scena: dal grande elefante di gesso al celebre mulino rosso.

Protagonista sarà Vasilisa Berzhanskaya, affiancata da due nuovi interpreti areniani: il tenore Antonio Poli, al debutto in Arena, e il baritono Luca Salsi, al ritorno nell’anfiteatro veronese, rispettivamente nei ruoli di Alfredo e Giorgio Germont.

Sul podio il maestro Michele Spotti alla guida dei complessi artistici areniani.

Nabucco chiude il trittico verdiano

Sabato 1 agosto alle ore 21 torna Nabucco, ultima opera della settimana e ultimo appuntamento con Michele Spotti alla guida dell’Orchestra della Fondazione Arena per questo titolo.

Nel cast Luca Salsi sarà Nabucco, insieme a Maria José Siri nel ruolo di Abigaille, Anna Werle come Fenena, Roberto Tagliavini nei panni di Zaccaria e Francesco Meli come Ismaele.

L’opera andrà in scena nell’allestimento visionario di Stefano Poda, inaugurato nel precedente Festival, con grandi simboli scenici, duelli coreografati, centinaia di figuranti, costumi innovativi e chilometri di led.

Un ruolo centrale sarà affidato al Coro della Fondazione Arena, preparato dal maestro Roberto Gabbiani.

Sono previste quattro repliche fino al 9 settembre.

Un Festival da record per la stagione più lunga della storia areniana

Il 103° Festival lirico porta in scena una delle stagioni più ricche di sempre, con i titoli più amati dal grande pubblico: oltre alla nuova Traviata, due diversi allestimenti di Aida, il nuovo Nabucco, La Bohème e Turandot, a cento anni dalla prima assoluta.

Il calendario comprende anche grandi eventi speciali: dal ritorno di Roberto Bolle and Friends agli appuntamenti con il balletto al Teatro Romano con Zorba il greco, fino ai grandi concerti sinfonico-corali come i Carmina Burana e alle nuove produzioni immersive come Paganini Paradise e Viva Vivaldi – Le Quattro Stagioni.

Un cartellone che conferma ancora una volta l’Arena di Verona come uno dei palcoscenici lirici più importanti al mondo, capace di unire tradizione, innovazione e spettacolo.

 
 
Mauro Bonato
Classe 1959. Sono iscritto all’ordine dei giornalisti dal 1983. Sono stato il responsabile dell’ufficio stampa di Amia per oltre trent’anni. Appassionato di storia e cultura veronese ho fondato la rivista Civiltà veronese e una casa editrice che ha pubblicato importati volumi, tra cui alcuni racconti inediti di Emilio Salgari e “Le invenzioni del cerusico coltelli di Berto Barbarani”. Appassionato di storia religiosa ho pubblicato oltre mille schede biografiche di santi, beati, venerabili e servi di Dio. Dopo aver fatto il parlamentare, il sindaco e il consigliere comunale, da pensionato voglio torno ad occuparmi di quanto mi appassiona.