Turni e permessi nel mirino: esplode il caso al Sacro Cuore

 
 

La Fp Cgil Verona punta il dito contro una prassi amministrativa adottata dall’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, ritenuta lesiva dei diritti dei lavoratori. Al centro della contestazione c’è il sistema di conteggio delle assenze, che secondo il sindacato attribuirebbe automaticamente sei ore lavorative per ogni giornata di malattia, maternità, ferie, permessi previsti dalla Legge 104 o donazione di sangue.

Una modalità che, secondo la Cgil, finirebbe per generare un debito orario artificiale per il personale che normalmente svolge turni di sette, otto o anche dodici ore, costringendo i dipendenti a recuperare successivamente le ore mancanti.

La denuncia della Fp Cgil

“Si tratta di una interpretazione aberrante della normativa contrattuale”, afferma il segretario generale della Fp Cgil Verona, Antonio De Pasquale, che respinge inoltre le ricostruzioni diffuse dalla Direzione dell’ospedale.

“Dobbiamo smentire categoricamente la voce secondo cui la Fp Cgil avrebbe chiesto un trattamento migliorativo rispetto alla normativa vigente”, dichiara De Pasquale. “Abbiamo invece chiesto che tutte le assenze, a qualsiasi titolo, vengano riconosciute e calcolate in base al turno reale previsto per quella giornata. Non è comprensibile come possa essere generato un debito orario quando il dipendente è assente legittimamente dal lavoro”.

Critiche anche sull’accordo economico

Il sindacato contesta anche la comunicazione della Direzione relativa a un’intesa sugli aumenti retributivi da riconoscere come anticipo dei futuri rinnovi contrattuali.

Secondo De Pasquale, la misura rappresenterebbe “un gioco a somma zero”, poiché gli importi anticipati verrebbero riassorbiti con il rinnovo del contratto nazionale.

La Fp Cgil sostiene di aver proposto un’alternativa diversa, chiedendo di destinare le risorse all’aumento del 3% del welfare aziendale, soluzione che avrebbe garantito benefici strutturali ed esentasse ai lavoratori.

“Pronti a tutelare i lavoratori anche in tribunale”

Il segretario della Fp Cgil ribadisce che il sindacato non sottoscrive accordi ritenuti peggiorativi per il personale.

“Una piattaforma sindacale deve partire dal pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori e puntare a migliorare concretamente le condizioni di chi opera nella sanità privata”, conclude De Pasquale. “Di fronte a questa chiusura saremo costretti a tutelare il personale e i suoi diritti anche per vie legali”.