Nella cura oncologica ci sono aspetti che non fanno rumore, ma che possono incidere profondamente sul percorso del paziente. Uno di questi è la nutrizione. Per questo all’interno della UOC di Radioterapia e Medicina Nucleare dell’ULSS 9 Scaligera nasce la nuova UOS Nutrizione in Radioterapia, una struttura dedicata a integrare stabilmente valutazione e supporto nutrizionale nel percorso dei pazienti sottoposti a trattamento radioterapico.
Per un paziente oncologico, infatti, perdere peso non significa semplicemente mangiare meno. La malnutrizione può diventare una vera complicanza della malattia e dei trattamenti, favorendo la perdita di massa muscolare, aumentando la fragilità e rendendo più difficile affrontare le cure.
Un’attenzione che diventa ancora più importante nei periodi di caldo intenso, quando il rischio di disidratazione e di riduzione dell’apporto alimentare può aumentare.
Il progetto è stato voluto dal dottor Francesco Fiorica, direttore della UOC di Radioterapia e Medicina Nucleare e del Dipartimento Oncologico dell’ULSS 9, e sostenuto dall’Azienda Scaligera. La gestione della nuova UOS è stata affidata alla dottoressa Milena Gabbani.
L’obiettivo è sviluppare un modello strutturato per la prevenzione, l’individuazione precoce e il trattamento della malnutrizione nel paziente oncologico, intervenendo prima che perdita di peso e fragilità diventino un problema clinico.
«La nutrizione deve entrare presto nel percorso oncologico»
«Abbiamo fatto nostri gli insegnamenti della scuola di nutrizione oncologica sviluppatasi attorno all’esperienza di Riccardo Caccialanza e Paolo Pederzoli – spiega Fiorica – che ha contribuito ad affermare un principio oggi centrale: la nutrizione clinica deve entrare precocemente nel percorso oncologico e non essere riservata alle fasi in cui la malnutrizione è già manifesta».
La nascita della nuova UOS rappresenta anche una scelta di integrazione tra diverse professionalità.
«L’oncologo radioterapista rimane il riferimento del percorso terapeutico – aggiunge Fiorica – affiancato però da competenze nutrizionali, infermieristiche e assistenziali capaci di intervenire tempestivamente quando emergono criticità».
Un supporto che nei reparti oncologici degli ospedali dell’ULSS 9 non è mai mancato, ma che ora viene ulteriormente strutturato attraverso un processo certificato e inserito nel percorso clinico di ogni paziente radioterapico. Un passaggio reso possibile anche dalla formazione specifica effettuata nei mesi scorsi dai dietisti che operano nelle strutture dell’Azienda.
Non solo tecnologia: al centro resta il paziente
La radioterapia negli ultimi decenni ha conosciuto una straordinaria evoluzione tecnologica. Ma, sottolinea Fiorica, la qualità di una radioterapia moderna non può essere misurata soltanto attraverso la precisione delle apparecchiature.
«Alla precisione delle apparecchiature deve corrispondere una presa in carico capace di riconoscere ciò che può condizionare concretamente il risultato delle cure e lo stato nutrizionale è uno di questi fattori».
È questa la prospettiva con cui il Dipartimento Oncologico ha scelto di istituire la nuova UOS: unire innovazione tecnologica e attenzione alla persona, portando la competenza nutrizionale direttamente all’interno del percorso radioterapico.
La sfida, ora, sarà misurare i risultati: intercettare precocemente i pazienti a rischio, ridurre le complicanze nutrizionali e contribuire a limitare le eventuali interruzioni evitabili del trattamento.
Perché la nutrizione è importante durante la radioterapia
La scelta di collocare una struttura specificamente dedicata alla nutrizione direttamente all’interno di una Radioterapia rappresenta uno degli elementi più innovativi del progetto.
Durante le settimane di trattamento possono infatti comparire effetti collaterali come disfagia, nausea, disturbi gastrointestinali, alterazioni del gusto e dolore. Sintomi che possono progressivamente ridurre la capacità del paziente di alimentarsi.
La conseguenza può essere una perdita di peso e di massa muscolare, con un aumento della fragilità e una maggiore difficoltà a sostenere il percorso terapeutico secondo il programma previsto.
«Non aspettare che il problema sia evidente»
Il principio alla base della nuova UOS è quello della prevenzione.
«Non aspettare che il problema sia evidente – spiega la dottoressa Gabbani –. Lo screening nutrizionale viene quindi integrato fin dalle prime fasi della presa in carico radioterapica, così da individuare i pazienti maggiormente a rischio e indirizzarli verso una valutazione approfondita».
Il monitoraggio continuerà durante le settimane di terapia, perché le condizioni del paziente possono cambiare rapidamente.
Saranno quindi osservati peso, capacità di alimentarsi e sintomi che interferiscono con l’assunzione di cibo. Quando indicato, verranno valutate anche la composizione corporea e la massa muscolare, insieme agli altri parametri clinici.
Particolare attenzione sarà riservata alla sarcopenia, ovvero la perdita di massa e funzione muscolare, che può essere presente anche quando il peso corporeo appare ancora normale o addirittura aumentato.
Un percorso personalizzato, non una semplice «dieta»
L’obiettivo della nuova UOS non è quello di prescrivere genericamente una dieta, ma di costruire una strategia nutrizionale personalizzata sulle condizioni e sulle esigenze di ogni paziente.
Si potrà intervenire modificando l’alimentazione quotidiana e attraverso il counseling nutrizionale. Quando necessario, potranno essere utilizzati supplementi nutrizionali orali oppure potranno essere valutate strategie di nutrizione artificiale, sempre sulla base delle indicazioni cliniche.
In questo modo la nutrizione entra a pieno titolo nel percorso oncologico: non più soltanto un intervento di supporto quando il problema è già comparso, ma uno strumento di prevenzione e accompagnamento della terapia, fin dalle sue prime fasi.































