Sta bene, ha ripreso le sue attività quotidiane e può dirsi sostanzialmente guarito il paziente genovese di 70 anni che nei mesi scorsi è stato sottoposto a un complesso intervento chirurgico all’Aoui di Verona per la rimozione di un timoma, un tumore raro del mediastino anteriore che cresce dietro lo sterno e può svilupparsi a lungo senza sintomi.
A operarlo è stato il dottor Maurizio Infante, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia toracica, che spiega come questa neoplasia colpisca soprattutto tra i 30 e i 60 anni e possa raggiungere dimensioni tali da comprimere organi vitali. Nel caso specifico, la massa tumorale premeva sul cuore. Nonostante la rarità della patologia, un intervento ben eseguito può consentire sopravvivenze prolungate anche in presenza di malattia avanzata o metastatica.
Il paziente era stato dichiarato inoperabile dopo tre cicli di chemioterapia senza risultati. Operato a fine 2024, ha superato con esito positivo il controllo di ottobre 2025 e oggi, secondo i medici, può dirsi guarito.
Una chirurgia ad altissimo rischio
La complessità dell’intervento era elevatissima: il tumore era aderente all’aorta, invadeva la vena cava superiore ed era a pochi millimetri dai due nervi frenici, fondamentali per il movimento del diaframma e quindi per la respirazione. “Il rischio — spiega Infante — era di compromettere entrambi i nervi e causare una gravissima insufficienza respiratoria”.
Per ridurre al minimo ogni pericolo, l’équipe ha utilizzato in fase pre-operatoria un software avanzato, capace di ricostruire in 3D il tumore e gli organi circostanti, così da pianificare con precisione millimetrica l’intervento, che non poteva essere eseguito con tecniche mininvasive.
La rimozione della massa è stata effettuata in circolazione extracorporea, grazie alla collaborazione del cardiochirurgo dottor Daniele Linardi. Dopo ore di intervento, i chirurghi sono riusciti a estrarre il tumore dall’aorta e dai suoi rami, a sostituire la vena cava superiore e — soprattutto — a salvare il nervo frenico, preservando così la capacità respiratoria del paziente.
Dimesso in pochi giorni, oggi è tornato ai musei e ai concerti
Nonostante la complessità dell’operazione, il decorso è stato sorprendentemente rapido. Il paziente è stato dimesso in buone condizioni pochi giorni dopo e ha proseguito con un percorso di riabilitazione respiratoria a Trento, seguito da un trattamento radioterapico di consolidamento.
Oggi sta bene, come conferma la moglie Maria Califano:
“Ha recuperato in tempi brevissimi. Nessuno può prevedere il futuro, ma senza l’intervento le sue aspettative di vita sarebbero state molto limitate. La nostra riconoscenza verso il dottor Infante e tutte le équipe è infinita: abbiamo trovato professionalità, precisione e un’umanità che non avevamo mai visto. Oggi mio marito si gode pienamente ogni momento, dai concerti di musica classica alle visite ai musei”.
Infante, che continua a seguire il paziente anche a distanza, sottolinea come il risultato sia frutto di “un lavoro d’équipe, dell’esperienza maturata in reparto e della collaborazione consapevole del paziente e della sua famiglia”. Tumori di questo tipo, ricorda, hanno comportamenti spesso imprevedibili: “Ma in questo caso abbiamo superato ogni rischio nel migliore dei modi”.




































