È considerato uno dei tumori più temuti, per aggressività e difficoltà di diagnosi legata alla posizione anatomica dell’organo. Il tumore al pancreas resta una delle neoplasie a più alta letalità, ma proprio in questo ambito Verona si conferma centro di eccellenza nazionale per cura e ricerca.
I dati del Programma nazionale esiti di Agenas collocano infatti l’Uoc Chirurgia del pancreas dell’Aoui di Borgo Roma, diretta dal professor Roberto Salvia, al primo posto in Italia per numero di interventi, con 457 operazioni, davanti al San Raffaele di Milano (243). Analoga leadership anche per la sopravvivenza a 90 giorni dall’intervento, dove Verona precede l’Azienda ospedaliera universitaria pisana e lo stesso San Raffaele.
Una malattia in aumento, ma con risultati in miglioramento
In occasione della Giornata mondiale contro il cancro, che si celebra il 4 febbraio sotto l’egida dell’Organizzazione mondiale della sanità, l’Aoui fa il punto su una patologia in crescita. In Veneto, il tumore del pancreas è il settimo più frequente, rappresentando circa il 4% di tutte le neoplasie. A livello globale, le stime indicano un netto aumento nei prossimi 30 anni.
Nonostante ciò, la sopravvivenza in Veneto è aumentata in modo statisticamente significativo. Un dato che trova conferma anche nel cosiddetto “Modello Verona”, tanto che il 75% dei pazienti operati a Borgo Roma proviene da fuori regione.
Salvia: “Ricerca fondamentale, ma niente false illusioni”
«Di fronte a notizie giornalistiche che parlano di battaglia risolta contro il tumore del pancreas – spiega il professor Roberto Salvia – sentiamo il dovere etico di chiarire che alcuni studi riportano risultati promettenti, ma non ancora applicabili all’uomo. La ricerca sta facendo passi importanti, ma dobbiamo evitare false illusioni per chi affronta ogni giorno questa malattia».
Il direttore dell’Uoc Chirurgia del pancreas ribadisce però l’importanza della sperimentazione: «Credere nella ricerca, sostenerla e accettare l’arruolamento negli studi clinici significa ricevere oggi la migliore assistenza possibile e, allo stesso tempo, accedere in anticipo a terapie che diventeranno standard in futuro. Fondamentale resta il rapporto con il proprio specialista e il dialogo costante tra centri periferici e grandi centri di riferimento».
Oncologia di precisione, la nuova frontiera
Tra i temi centrali del World Cancer Day c’è l’oncologia di precisione, basata sulla profilazione molecolare del singolo paziente e della singola malattia. Da ottobre 2024, l’Aoui di Verona ha potenziato questo percorso con la nascita del GIOP – Gruppo interdisciplinare di oncologia di precisione, promosso dall’Uoc Oncologia diretta dal professor Michele Milella.
Nel 2025 il gruppo ha già valutato 238 pazienti:
1 su 5 ha potuto accedere a una strategia terapeutica mirata oltre alle cure standard; nel 50% dei casi si sono registrati benefici significativi in termini di controllo a lungo termine della malattia.
I pazienti possono accedere a studi clinici attivi in Aoui o a farmaci innovativi tramite il Molecular tumor board della Regione Veneto, di cui fa parte lo stesso Milella.
Oltre 50 studi clinici attivi a Verona
Attualmente l’Aoui di Verona conta oltre 50 studi clinici su diverse neoplasie, inclusi tumori rari e tumore del pancreas, per il quale non esistono ancora percorsi di precisione codificati. La ricerca sulle nuove molecole in fase 1 si svolge anche presso il Centro ricerche cliniche (CRC) di Borgo Roma.
«La medicina di precisione – sottolinea il professor Michele Milella – è un trattamento “sartoriale”, costruito sulla singola persona. La discussione dei casi è multidisciplinare e ci consente di offrire cure avanzate a molti pazienti, buona parte dei quali arriva da fuori regione. Stiamo lavorando molto anche sul pancreas, che rappresenta una eccellenza riconosciuta della nostra Azienda».







































