Il tumore al pancreas resta una delle neoplasie più insidiose, difficile da diagnosticare per la posizione dell’organo e in costante crescita nella popolazione. Eppure, grazie all’eccellenza clinica e alla ricerca scientifica messa in campo a Verona, oggi è possibile garantire diagnosi più accurate, trattamenti sempre più personalizzati e una migliore qualità di vita ai pazienti.
Incidenza e sopravvivenza: una sfida in aumento
Nel 2024 in Italia sono stati registrati 13.585 nuovi casi, equamente distribuiti tra uomini e donne. Sono oltre 23 mila le persone che convivono con una diagnosi di tumore del pancreas, mentre in Veneto questa neoplasia rappresenta il 4% di tutti i tumori, collocandosi al settimo posto per frequenza.
Le proiezioni globali indicano nei prossimi trent’anni un aumento significativo sia dell’incidenza sia della mortalità. Nonostante l’elevata letalità, la Regione Veneto mostra segnali incoraggianti: negli ultimi vent’anni la sopravvivenza a 1, 3 e 5 anni è cresciuta costantemente, con incrementi annuali compresi tra il 3% e il 5%.
La Giornata mondiale in Società Letteraria
Università di Verona, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata e Fimp onlus hanno organizzato, con il coinvolgimento dell’associazione dei pazienti “Codice Viola”, un appuntamento aperto alla cittadinanza per fare il punto sulle cure, sulla ricerca e sui percorsi assistenziali.
A introdurre i lavori sono stati i tre coordinatori scientifici: il professor Aldo Scarpa (Anatomia patologica), il professor Roberto Salvia (Chirurgia del pancreas) e il professor Michele Milella (Oncologia). Presenti autorità cittadine e sanitarie, pazienti ed esperti. La giornata si è conclusa con l’illuminazione di viola della Gran Guardia, simbolo internazionale della lotta al tumore pancreatico.
Il “Modello Verona”: una tradizione che fa scuola
Da decenni Borgo Roma è un punto di riferimento nazionale e internazionale per la cura delle malattie pancreatiche. Il 75% dei pazienti arriva da fuori Regione, richiamato da un approccio multidisciplinare che coinvolge Radiologia, Chirurgia, Anatomia patologica, Gastroenterologia, Radioterapia e Oncologia.
Questa storica integrazione tra università e ospedale ha contribuito alla definizione, a livello ministeriale e regionale, delle nuove Pancreas Unit, reti di centri specializzati nate per rendere omogenee le cure su tutto il territorio nazionale. La Regione Veneto ha appena approvato i nuovi Pdta dedicati, illustrati dalla dottoressa Sara Lonardi.
Diagnosi molecolare e ricerca genetica: l’eccellenza veronese
L’intervento del professor Scarpa ha ripercorso i progressi ottenuti grazie al lavoro dell’Anatomia patologica, che oggi consente diagnosi sempre più personalizzate. Con la Fimp, Verona rappresenta l’Italia nel Consorzio internazionale del Genoma del Cancro (ICGC).
Il sequenziamento di centinaia di genomi, realizzato anche con il contributo dei pazienti, ha portato all’identificazione di nuovi biomarcatori diagnostici e predittivi, risultati possibili grazie al finanziamento del Ministero della Salute e alla lunga tradizione di ricerca veronese.
Chirurgia pancreatica: numeri record e crescita della robotica
Nel 2024 gli interventi eseguiti in Aoui sono stati 499, con un’età mediana dei pazienti di 66 anni. Il 57% riguardava il tumore più comune del pancreas. La degenza mediana è stata di 8 giorni, le complicanze severe hanno interessato il 17% dei casi.
Un dato significativo è l’aumento della chirurgia mini-invasiva: 150 interventi sono stati eseguiti con tecniche avanzate, di cui 129 in robotica. Nel 2025, fino a oggi, gli interventi sono già 411, con oltre un centinaio di procedure robot-assistite. L’attività clinica si articola in sette ambulatori specialistici settimanali e quattro riunioni multidisciplinari. Ogni anno vengono presi in carico fino a 10 mila pazienti, con una produzione scientifica di oltre cento pubblicazioni nel biennio 2024–2025.
Oncologia: nuove terapie e un risultato pubblicato su The Lancet
L’Unità Operativa di Oncologia segue ogni anno più di 400 pazienti e conta una decina di studi clinici innovativi. L’ultima novità è uno studio pubblicato su The Lancet: una nuova combinazione chemioterapica, sviluppata con la partecipazione dell’Aoui Verona, in grado di aumentare l’efficacia della chirurgia nei pazienti operabili.
Le voci dei protagonisti
Il professor Giovanni De Manzoni, prorettore Univr, ha sottolineato il valore dell’integrazione tra università e ospedale: “Un modello vincente per affrontare le sfide sanitarie, in particolare in un ambito complesso come quello del pancreas”.
Il professor Aldo Scarpa ha ricordato il ruolo pionieristico della scuola veronese: “In quindici anni il nostro impegno ha cambiato la conoscenza e il trattamento dei tumori del pancreas”.
Il professor Roberto Salvia ha evidenziato la crescita del centro: “Nel 2030 sarà la seconda causa di morte oncologica in Europa. Oggi, con oltre 400 interventi l’anno e il ricorso crescente alla robotica, garantiamo cure più moderne e mininvasive”.
Il professor Michele Milella ha infine richiamato il valore del lavoro congiunto: “La ricerca sta aprendo nuove prospettive, soprattutto nell’ambito genetico. Le terapie di domani nasceranno dalla profilazione molecolare di questi tumori”.
Una tradizione scientifica solida e uno sguardo rivolto al futuro: Verona conferma la sua centralità nella cura del tumore al pancreas, unendo la competenza clinica a una ricerca che continua a produrre risultati destinati a cambiare la storia di questa malattia.







































