Nel corso del suo intervento in Consiglio regionale, il consigliere Gianpaolo Trevisi ha posto al centro dell’attenzione due temi fondamentali per il Veneto: la sicurezza e le politiche per i giovani, indicando con chiarezza alcune azioni concrete che la Regione può mettere in campo da subito.
Aprendo il suo intervento sulla sicurezza, Trevisi ha ribadito come si tratti di un tema trasversale, che non può e non deve essere strumentalizzato politicamente. Richiamando il quadro costituzionale, il consigliere ha ricordato che l’ordine pubblico e la sicurezza sono competenza dello Stato, ma che la Regione può comunque svolgere un ruolo importante di supporto e organizzazione.
«La sicurezza non ha colore politico: essere più sicuri significa essere più liberi, e la libertà deve essere un interesse comune di tutte le istituzioni», ha dichiarato.
Trevisi ha quindi indicato due soluzioni operative per migliorare la sicurezza sui territori e liberare personale oggi impegnato in attività amministrative, riportandolo a presidio delle strade e tra i cittadini. La prima riguarda l’attivazione del Numero Unico Europeo 112, ancora non operativo in Veneto. «Accelerare su questo strumento significa migliorare i servizi al cittadino e recuperare, anche se in piccola parte, operatori delle forze dell’ordine. Il secondo punto riguarda la Polizia Locale. Secondo Trevisi è necessario investire in modo strutturale sia sugli organici sia sulla formazione. «Può capitare spesso alle donne agli uomini della Polizia locale di arrivare per primi sui luoghi in cui é avvenuto un reato o di trovarsi in situazioni difficili da gestire. Per questo è fondamentale garantire loro una formazione adeguata, anche istituendo una Scuola regionale di Polizia locale, come già avviene in altre Regioni», ha sottolineato, evidenziando come anche una Polizia locale ancora più preparata possa rappresentare un deterrente fondamentale contro fenomeni come bullismo, baby gang e degrado urbano.
Nel suo intervento, il consigliere ha inoltre evidenziato come, a fronte delle difficoltà nel potenziare gli organici delle Forze dell’ordine statali, la Regione debba fare la propria parte sostenendo concretamente la Polizia locale, che costituisce un presidio quotidiano di sicurezza nelle città e nei territori.
Accanto al tema della sicurezza, Trevisi ha voluto richiamare l’attenzione anche sulla condizione dei giovani, in particolare degli studenti universitari idonei ma non beneficiari delle borse di studio. «Durante la campagna elettorale ho incontrato ragazzi che vivono questa situazione come una vera ingiustizia: dietro quei numeri ci sono volti, famiglie e sacrifici che non possono essere ignorati», ha affermato.
In conclusione, Trevisi ha auspicato un impegno comune, da parte di maggioranza e opposizione, per affrontare con serietà e responsabilità temi che incidono direttamente sulla qualità della vita dei cittadini veneti, dalla sicurezza al futuro delle nuove generazioni.
Ricordando i suoi trascorsi da Poliziotto, Trevisi ha poi auspicato di poter invitare in Consiglio due grandi donne: la signora Teresa Turazza, mamma di Massimiliano e Davide, entrambi caduti in servizio, e la signora Tina Montinaro, vedova di Antonio, il capo scorta di Giovanni Falcone, saltato in aria, insieme al giudice, a sua moglie Francesca Morvillo e ai suoi due colleghi, Vito Schifani e Rocco Dicillo nella strage di Capaci.





































