Torri del Benaco, i Verdi attaccano: “Stop al consumo di suolo per salvare il territorio”

 
 

Scontro politico e ambientale a Torri del Benaco sul tema del consumo di suolo e delle cosiddette “varianti verdi”. A intervenire è Lorenzo Albi, co-portavoce dei Verdi di Verona, che critica apertamente l’amministrazione comunale per le scelte urbanistiche adottate negli ultimi anni.

Secondo Albi, risulta contraddittorio lamentare la scarsa adesione dei proprietari alle varianti verdi – strumenti che consentono di rinunciare alla potenzialità edificatoria di alcuni terreni – quando, nello stesso tempo, sono stati autorizzati nuovi interventi residenziali e turistico-alberghieri. Tra i casi citati, quello del resort “Cape of Sense”, struttura extra lusso realizzata in un’area di particolare pregio paesaggistico, a ridosso di una zona a protezione speciale, oggetto di attenzione anche da parte della Procura per presunte difformità urbanistiche e paesaggistiche.

Al centro delle critiche vi è inoltre la recente riapertura, dal 10 febbraio per 15 giorni, dei termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse legate al terzo Piano degli Interventi, contestualmente all’adozione del documento preliminare della terza variante al Piano di Assetto del Territorio (PAT). Una scelta che, secondo i Verdi, andrebbe nella direzione opposta rispetto alla tutela del territorio.

Il riferimento normativo è la Legge Regionale 14/2017 della Regione Veneto sul contenimento del consumo di suolo, che assegna a Torri del Benaco un limite massimo di 5,4 ettari di suolo vergine edificabile fino al 2050. Di questi, secondo quanto riportato, circa due terzi sarebbero già stati utilizzati.

Nel mirino anche la seconda variante al PAT, che avrebbe ampliato il perimetro degli Ambiti di Urbanizzazione Consolidata includendo aree agricole e boscate. Una scelta che, secondo Albi, consentirebbe nuove edificazioni senza che queste vengano conteggiate come consumo di suolo.

Da qui l’appello all’amministrazione: riperimetrare gli ambiti di urbanizzazione escludendo le aree non costruite e permeabili, per garantire concretamente la salvaguardia del verde. Una proposta che, secondo i Verdi, permetterebbe di raggiungere l’obiettivo dichiarato di tutela ambientale con il consenso della comunità.