Nel corso dell’inaugurazione di Veronafiere, il sindaco di Verona ha richiamato con forza la responsabilità collettiva nei confronti dei lavoratori, sottolineando la necessità di garantire loro dignità e alloggi adeguati. Un passaggio che ha fatto da cornice a una riflessione più ampia su due emergenze sempre più intrecciate: quella abitativa e quella della carenza di manodopera.
L’emergenza abitativa e la mancanza di lavoratori, in particolare nel comparto agricolo, non sono fenomeni separati, ma due facce della stessa crisi strutturale che attraversa il territorio. Una situazione che in questi giorni è emersa con evidenza anche a Verona, dove numerosi lavoratori regolarmente occupati non riescono a trovare soluzioni abitative dignitose, soprattutto nei mesi invernali.
Non si tratta più di un problema riconducibile esclusivamente al disagio sociale o all’ordine pubblico. «La mattina questi lavoratori sono indispensabili nei campi e nelle aziende, la sera diventano invisibili o un problema»: uno squilibrio che, viene sottolineato, deve essere corretto con politiche capaci di tenere insieme lavoro, casa e diritti.
Per questo viene invocato un confronto serio e stabile che coinvolga Comuni, Regione, associazioni di categoria e mondo produttivo. L’obiettivo è affrontare in modo integrato l’emergenza abitativa e quella della manodopera, superando interventi frammentati e puntando su soluzioni condivise e sostenibili.
In questo quadro, Fieragricola viene indicata non solo come vetrina internazionale per il settore primario, ma anche come luogo di pensiero e proposta su temi strategici per lo sviluppo e la coesione sociale del territorio. Perché, come ricordava Don Milani, «la terra è di chi la lavora» e a chi lavora deve essere garantita dignità, a partire da un tetto sopra la testa.





































