Seduta fiume in Consiglio comunale a Verona, conclusa soltanto in tarda serata dopo un lungo dibattito che ha avuto come tema centrale la gestione dei rifiuti e le nuove tariffe Tari 2026. Tra interventi della maggioranza e dell’opposizione, il confronto ha occupato gran parte dei lavori dell’Aula fino alle 22.30.
Con 22 voti favorevoli e 8 contrari è stata approvata la delibera sulle tariffe della Tassa sui rifiuti per il 2026. A presentare il provvedimento è stato l’assessore all’Ambiente Tommaso Ferrari, in sostituzione dell’assessore ai Tributi Michele Bertucco.
Tari, maggioranza: “Aumento inferiore all’inflazione”
Nel corso della discussione il presidente della seconda Commissione, Carlo Beghini (Pd), ha sottolineato come l’incremento tariffario dell’1,27% sia inferiore al tasso inflattivo dell’1,9% riconosciuto da Arera per il quadriennio 2027-2029. Tradotto sui bilanci delle famiglie, ha spiegato, l’aumento equivale a circa tre euro all’anno su una Tari media di 250 euro, risultato ottenuto grazie alle efficienze introdotte nel servizio e al progressivo incremento della raccolta differenziata.
Di tutt’altro avviso le opposizioni. Patrizia Bisinella (Fare) ha criticato l’aumento sostenendo che negli ultimi quattro anni le tariffe siano cresciute mentre il servizio sarebbe peggiorato, denunciando episodi di mancata raccolta e degrado urbano. Anche Salvatore Papadia (Forza Italia) ha ricordato come dal 2022 la Tari sia aumentata complessivamente di circa il 6-7%, mentre Rosario Russo (Battiti) ha parlato di un centro storico sporco e di un servizio percepito come insufficiente dai cittadini.
Piano rifiuti approvato tra le polemiche
Con 22 voti favorevoli e 10 contrari il Consiglio ha approvato anche la validazione del Piano economico finanziario 2026-2029 del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani.
Ferrari ha ribadito che Verona sta affrontando un cambiamento ormai inevitabile nel sistema di raccolta. “Siamo gli ultimi in Veneto per raccolta differenziata e dobbiamo recuperare il ritardo accumulato”, ha spiegato, ricordando come il precedente modello non fosse più sostenibile né dal punto di vista ambientale né economico.
Il dibattito si è concentrato soprattutto sull’efficacia del nuovo sistema misto tra raccolta porta a porta e cassonetti ad accesso controllato. Massimo Mariotti (Fratelli d’Italia) ha criticato la riconferma del consiglio di amministrazione di AMIA, mentre Luigi Pisa (Forza Italia) ha contestato l’assenza dei vertici aziendali durante la discussione, definendola una mancanza di rispetto nei confronti del Consiglio.
Dalla maggioranza è arrivata invece la difesa del nuovo modello. Carlo Beghini ha ricordato che Verona è ancora l’unico bacino veneto a non aver raggiunto il 65% di raccolta differenziata previsto dalla normativa, pur essendo salita dal 53% al 60% negli ultimi anni. Michele Bresaola (Pd) ha evidenziato che il lieve aumento della Tari è determinato principalmente dall’incremento dei costi del personale AMIA e dall’applicazione della tariffa unica regionale per lo smaltimento del secco residuo.
Francesco Casella (Pd) ha infine ricordato come molte città venete abbiano introdotto il porta a porta oltre dieci anni fa, mentre Verona abbia iniziato il percorso soltanto negli ultimi anni.
Via libera alla ciclabile di San Michele
Tra i provvedimenti approvati anche il progetto di fattibilità tecnico-economica del primo lotto dell’itinerario ciclabile previsto dal Piano urbano della mobilità sostenibile lungo l’asse via Marotto-Castelvecchio.
L’assessore Ferrari ha spiegato che l’intervento consentirà di collegare in modo continuo San Michele con il resto della città, superando l’attuale frammentazione della rete ciclabile e integrandosi con il futuro sistema filoviario. Il progetto prevede anche opere di moderazione del traffico particolarmente richieste dai residenti.
Sicurezza, rifiuti e cantieri nelle domande d’attualità
Durante la seduta si è parlato anche di sicurezza urbana. Nicolò Zavarise (Lega) ha chiesto chiarimenti sulla situazione di piazza Cittadella, denunciando episodi di degrado, bivacchi e spaccio. L’assessora Stefania Zivelonghi ha risposto illustrando le attività di controllo della Polizia Locale, delle forze dell’ordine e dell’Unità di strada dei servizi sociali, confermando il monitoraggio costante dell’area.
Lo stesso consigliere è poi intervenuto sulla situazione di via Piccono della Valle, dove i residenti hanno segnalato problemi dopo la rimozione di una batteria di cassonetti. Ferrari ha spiegato che il nuovo sistema di raccolta prevede modalità differenti per utenze domestiche e attività economiche, sottolineando come gli abbandoni di rifiuti rappresentino un problema di inciviltà già presente anche prima della riorganizzazione del servizio.
Approvata la mozione sull’obiezione di coscienza preventiva
Con 22 voti favorevoli, uno contrario e 14 assenti è stata approvata anche la mozione presentata da Jessica Cugini (Sinistra Italiana) sull’obiezione di coscienza preventiva rispetto a un eventuale ripristino della leva obbligatoria.
Il documento impegna l’amministrazione comunale a sollecitare il Ministero della Difesa affinché disciplini la raccolta delle dichiarazioni anticipate di obiezione di coscienza, a promuovere il diritto tra i cittadini e a sostenere iniziative dedicate all’educazione alla pace e alla difesa civile non armata.
La seduta si è conclusa con le comunicazioni dei consiglieri, che hanno spaziato dal disegno di legge sulla caccia alle classifiche sulla qualità della vita, fino ai disagi causati dai cantieri cittadini e al tema della sicurezza urbana, confermando un confronto politico acceso su molti dei principali dossier aperti in città.































