Il Comune di Lavagno rafforza la lotta all’evasione dei tributi locali e introduce un nuovo regolamento per favorire il recupero delle somme non versate. Una scelta che nasce da numeri significativi e dalla volontà dell’amministrazione di garantire maggiore equità tra chi paga regolarmente e chi, invece, accumula debiti nei confronti dell’ente.
A pesare maggiormente è il dato relativo alla TARI. Nel 2025 il mancato incasso ha superato i 154 mila euro, pari al 14% del dovuto complessivo. Anche sul fronte delle attività economiche e produttive le somme da recuperare sono consistenti: oltre 43 mila euro di TARI e circa 323 mila euro di IMU risultano ancora non riscossi.
Risorse che, sottolinea l’amministrazione, quando non vengono versate finiscono inevitabilmente per avere conseguenze sull’intera collettività.
Negli ultimi anni il Comune ha affidato la riscossione a un concessionario esterno specializzato, ottenendo risultati positivi: circa il 50% delle somme affidate a ruolo è già stato recuperato. Il fenomeno dell’evasione, tuttavia, continua a incidere sui conti comunali e, indirettamente, anche sulle tariffe sostenute dai contribuenti in regola.
Un esempio è rappresentato dal Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE) relativo alla TARI, che supera i 131 mila euro. Di questa cifra, il 60% viene coperto attraverso il sistema tariffario, determinando quindi un impatto anche su chi versa regolarmente quanto dovuto.
«Non è accettabile che chi paga puntualmente debba sostenere anche il peso di chi non versa quanto dovuto», spiega l’assessore al Bilancio Giovanni Molinaroli. «Questo regolamento non nasce per penalizzare le imprese, ma per affermare un principio di equità: tutti devono contribuire in modo corretto ai servizi di cui beneficiano».
Debiti oltre i 2 mila euro: cosa cambia
Il nuovo regolamento prevede che, in presenza di debiti tributari superiori a 2.000 euro, il rilascio o il rinnovo di autorizzazioni, licenze e concessioni possa essere subordinato alla regolarizzazione della posizione nei confronti del Comune.
Non si tratta però di un meccanismo automatico privo di tutele. Il provvedimento contempla infatti specifiche possibilità per le attività che riescano a dimostrare una situazione di difficoltà oggettiva e documentata. Tra gli elementi considerati rientrano, ad esempio, cali di fatturato superiori al 30% provocati da eventi straordinari.
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è quindi quello di recuperare le somme dovute senza mettere in difficoltà le attività economiche che si trovano realmente in una situazione di crisi e intendono regolarizzare la propria posizione.
«Prima di qualsiasi provvedimento – aggiunge Molinaroli – il Comune offrirà la possibilità di regolarizzare la propria posizione, anche attraverso rateizzazioni. L’obiettivo è recuperare risorse senza mettere in difficoltà chi opera correttamente e vuole mettersi in regola».
L’assessore annuncia inoltre un potenziamento dell’ufficio Tributi: dal 1° settembre entrerà in organico una nuova persona, con l’obiettivo di rafforzare l’attività amministrativa legata alla gestione e al recupero delle entrate.
Prima dell’entrata in vigore un incontro con le attività
Prima che il nuovo regolamento diventi operativo, l’amministrazione comunale intende organizzare un incontro pubblico rivolto alle attività economiche del territorio.
L’appuntamento servirà a illustrare nel dettaglio le nuove disposizioni, chiarire le modalità di applicazione del regolamento e favorire il confronto diretto tra imprese e uffici comunali.
La linea scelta dal Comune di Lavagno punta dunque a combinare fermezza nel recupero dell’evasione, possibilità di regolarizzazione e attenzione alle situazioni di effettiva difficoltà, con l’obiettivo di tutelare sia i conti pubblici sia i cittadini e le imprese che rispettano regolarmente gli obblighi tributari.





























