«Costringere un anziano a usare esclusivamente uno smartphone, uno SPID o una piattaforma digitale per prenotare una visita medica, pagare una bolletta o accedere a un proprio diritto non è progresso. È esclusione».
A dirlo è Andrea Bassi di Futuro Nazionale, che interviene sul tema della progressiva digitalizzazione dei servizi pubblici e sulle difficoltà che questa trasformazione può creare soprattutto per le persone anziane e più fragili.
Secondo Bassi, l’innovazione tecnologica non può tradursi nella scomparsa dei servizi accessibili attraverso un contatto diretto con gli operatori.
«Se per fare un’operazione banale un novantenne ha sempre bisogno di un figlio o di un nipote – sempre se c’è qualcuno che può aiutarlo – il sistema pubblico ha fallito», sostiene.
«La tecnologia non deve diventare una barriera»
Per Futuro Nazionale, la digitalizzazione dovrebbe rappresentare uno strumento per semplificare la vita dei cittadini e non un ulteriore ostacolo per chi non possiede le competenze o gli strumenti necessari per utilizzarla.
«La tecnologia deve essere uno strumento al servizio dei cittadini, non una barriera per discriminare gli anziani o le persone più fragili», afferma Bassi, secondo cui «l’efficienza non si misura tagliando gli sportelli umani per sostituirli con un’app o un numero verde dove non risponde mai nessuno».
La richiesta è quindi quella di mantenere modalità alternative di accesso ai servizi, affiancando agli strumenti digitali anche sportelli fisici e personale in grado di fornire assistenza.
«Modernità vera significa non dimenticare nessuno»
Bassi richiama quindi il tema dell’inclusione, sottolineando come la necessità di accompagnare gli anziani nella transizione digitale riguardi anche il rispetto della loro autonomia e dignità.
«Per noi di Futuro Nazionale, la modernità vera non dimentica nessuno», dichiara. «Difendere i nostri padri e le nostre madri significa garantire sportelli fisici, persone reali a cui potersi rivolgere e il rispetto sacro per la dignità della terza età».
Il tema, secondo il rappresentante di Futuro Nazionale, assume particolare rilevanza in una società che parla sempre più spesso di inclusione e contrasto alle discriminazioni.
«In un mondo dove tutti si riempiono la bocca di quanto sia importante essere inclusivi e che ripudia ogni discriminazione, la permettiamo, forse inconsapevolmente, quotidianamente verso i nostri anziani», conclude Bassi, ricordando il contributo delle generazioni più anziane alla crescita e al benessere del Paese.
La sintesi della posizione di Futuro Nazionale è racchiusa nello slogan: «Meno burocrazia digitale per chi non può usarla, più rispetto per la nostra gente».





























