Si è riunito oggi in Prefettura il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per il rinnovo del protocollo d’intesa dedicato alla prevenzione e al contrasto delle aggressioni contro medici, infermieri e operatori sanitari, sottoscritto per la prima volta il 29 marzo 2023.
All’incontro hanno partecipato il Prefetto di Verona, i rappresentanti della Provincia e del Comune, il Questore, i Comandanti dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, i vertici di Ulss 9 Scaligera e Aoui Verona, insieme ai rappresentanti sindacali di Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl, Anaao-Assomed e Cimo-Fesmed.
Il protocollo punta a rafforzare la sicurezza nei pronto soccorso, nei reparti psichiatrici, nei centri di salute mentale e negli ambulatori di continuità assistenziale, prevedendo procedure di intervento rapido da parte delle forze dell’ordine in caso di aggressioni.
«Ringraziamo tutte le autorità per la sensibilità dimostrata – ha dichiarato Simone Mazza, responsabile sanità di Fp Cgil Verona –. La strada da percorrere è ancora lunga, perché le aziende Ulss e Aoui stanno sperimentando sistemi di allarme diversi tra loro. Serve arrivare a una soluzione unica e coordinata, in grado di garantire interventi tempestivi».
Mazza ha ricordato come le aggressioni siano in aumento e che la sicurezza passa anche da organici adeguati e da un’educazione civica e affettiva che parta dalle scuole: «Formazione e prevenzione sono fondamentali, ma servono anche più assunzioni per ridurre la pressione sui reparti».
Sulla stessa linea Giovanni Zanini, segretario generale Cisl Fp Verona, che ha chiesto di estendere le tutele a tutto il personale: «Non solo medici e infermieri, ma anche tecnici, amministrativi e collaboratori esterni. È indispensabile che i dispositivi di sicurezza siano collegati direttamente con le centrali operative delle forze dell’ordine per ridurre i tempi di intervento. Inoltre – ha aggiunto – la presenza della Polizia di Stato nei pronto soccorso può essere un deterrente importante, perché il personale sanitario non può affrontare da solo situazioni di violenza».
Per la Uil Fpl, il segretario generale Marco Bognin ha definito l’incontro “un passo nella giusta direzione”, ma ha chiesto un coinvolgimento stabile dei sindacati nel percorso di aggiornamento del protocollo: «La sicurezza non si costruisce solo reagendo alle emergenze, ma lavorando sulla prevenzione, sulla formazione e sull’educazione dei cittadini. Bisogna rafforzare il coordinamento tra istituzioni, forze dell’ordine e sanità pubblica, chiarendo ruoli e responsabilità. Gli operatori devono essere tutelati, non trasformati in vigilanti».
L’obiettivo condiviso da tutte le parti è ora quello di arrivare a un sistema di allerta unico e immediato per tutte le strutture sanitarie del territorio veronese, capace di garantire risposte rapide e una maggiore tutela per chi ogni giorno lavora in prima linea.









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