Sicurezza e decoro, Rossi punta il dito contro l’amministrazione Tommasi

 
 

La rapina avvenuta nei giorni scorsi ai danni di una gioielleria nel centro storico di Verona riaccende il confronto politico sul tema della sicurezza. A intervenire è Paolo Rossi, capogruppo della lista civica Verona Domani, che invita a distinguere tra le responsabilità dello Stato nella prevenzione dei reati e quelle dell’amministrazione comunale nella gestione del degrado urbano.

«È improprio fare riferimento a un singolo, grave episodio di cronaca nera per attaccare l’operato del sindaco Damiano Tommasi sul tema della sicurezza», afferma Rossi. «È necessario avere la lucidità istituzionale di distinguere tra i reati penali, la cui prevenzione e repressione dipendono dagli organi dello Stato e dalle forze dell’ordine, e le competenze dirette del Comune».

Secondo il capogruppo, però, esiste un secondo piano sul quale Palazzo Barbieri ha responsabilità dirette.

«C’è un livello della sicurezza urbana che spetta interamente all’amministrazione: quello del decoro e della vivibilità quotidiana. È innegabile che fenomeni come l’accattonaggio molesto, i gruppi di questuanti, le bande di maranza che spadroneggiano nelle vie centrali e gli ubriachi serali abbiano trovato in città un terreno fin troppo favorevole».

Per Rossi, questa situazione sarebbe il risultato di un approccio troppo permissivo.

«Ciò accade a causa di un evidente lassismo nell’adozione di ordinanze restrittive e di una scarsa attenzione al tema da parte dell’amministrazione di centrosinistra».

L’esponente di Verona Domani amplia poi la riflessione al quadro politico che sostiene il sindaco.

«Il problema non si limita alla figura del sindaco. Damiano Tommasi è stato il punto di sintesi della coalizione, ma la responsabilità politica appartiene all’intera squadra che governa la città. Anche se in futuro il centrosinistra dovesse cambiare candidato, la struttura politica che amministra Verona resterebbe la stessa, continuando a incidere sulle scelte relative alla sicurezza».

Infine, Rossi sostiene che il tema non riguardi le singole candidature ma l’indirizzo politico della maggioranza.

«Che si candidi un ex calciatore o un ex poliziotto, cambierebbero i volti ma non la linea politica. La cabina di regia resterebbe identica e Verona continuerebbe a confrontarsi con le stesse criticità sul fronte della sicurezza e del degrado urbano».