Lo sgombero del casolare di via Villa a Quinzano accende il dibattito in città e mette in evidenza due visioni profondamente diverse sul tema della sicurezza, dell’emergenza abitativa e del ruolo delle istituzioni.
Da un lato l’appello della Ronda della Carità, che chiede una moratoria sugli sgomberi invernali e soluzioni concrete per le persone senza dimora; dall’altro la lettura di Luca Castellini, esponente di Forza Nuova Verona, che rivendica l’azione dei cittadini organizzati come decisiva per arrivare all’intervento delle forze dell’ordine.
L’appello della Ronda della Carità: «Senza alternative si rischiano tragedie»
Per la Ronda della Carità, dietro lo sgombero non ci sono solo profili di illegalità ma storie di marginalità, lavoro povero e mancanza di alloggi accessibili. L’associazione sottolinea come, con le temperature invernali rigide, allontanare le persone senza offrire alternative significhi spostare il problema, esponendo i più fragili a gravi rischi.
A sostegno della propria posizione, la Ronda richiama i dati della Federazione Italiana Persone Senza Dimora, che nel 2025 ha contato 421 decessi, un numero ritenuto sottostimato e in crescita anche nel territorio veronese.
Tre le richieste avanzate:
Moratoria sugli sgomberi nei mesi più freddi, salvo soluzioni di accoglienza immediate. Stop al sequestro di coperte e sacchi a pelo, considerati beni salvavita. Risposte strutturali, visto che i dormitori cittadini risultano saturi e spesso inaccessibili.
«Non si tratta di essere contro la legalità – ribadisce l’associazione – ma di scegliere umanità e responsabilità come criteri di azione».
Castellini (Forza Nuova): «Risultato dell’impegno dei cittadini, evitato un nuovo centro sociale»
Di segno opposto la posizione espressa da Luca Castellini, che attribuisce lo sgombero all’azione del Comitato di quartiere via Villa 12, nato – secondo quanto riferisce – per contrastare un tentativo di occupazione abusiva dell’immobile.
«Lo sgombero è stato frutto della presenza attenta e costante del Comitato di quartiere – afferma Castellini – nato in passato contro il tentativo di occupazione abusiva da parte di Paratodos».
Secondo l’esponente di Forza Nuova, il comitato avrebbe operato in modo autonomo e indipendente, documentando situazioni di degrado e segnalando alle autorità competenti un presunto via vai di spacciatori, mantenendo alta l’attenzione su circoscrizione e assessorato alla sicurezza.
Castellini rivendica il ruolo dei comitati di cittadini “liberi e indipendenti”, sostenendo che l’organizzazione spontanea dal basso favorisca interventi più rapidi da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine, evitando il rischio che alcune aree diventino zone di degrado permanente.
Un caso che riapre il confronto in città
Lo sgombero di Quinzano diventa così simbolo di un confronto più ampio: sicurezza e legalità da una parte, emergenza abitativa e tutela delle persone fragili dall’altra. Due narrazioni che si incrociano su uno stesso episodio, chiamando in causa il ruolo del Comune, dei quartieri e delle politiche sociali in una fase segnata da freddo, povertà e tensioni urbane crescenti.




































