Setti: “Tornare in A non era scontato. D’Amico artefice della Promozione”

 
 

Le principali dichiarazioni del presidente gialloblù Maurizio Setti, rilasciate durante la trasmissione Diretta Verona, in onda su TeleArena.

LA PROMOZIONE IN A

«Le mie tre promozioni? La prima la più emozionante, arrivata al termine di una lunga corsa fra tre squadre, Sassuolo, Verona e Livorno. La seconda è il racconto di un campionato a due facce, perfetto per 14 giornate e poi meno brillante ma comunque concluso al meglio. L’ultima, quella di domenica, è invece la più bella per il modo in cui è arrivata, di rincorsa e con sofferenza. Abbiamo costruito, secondo me, una squadra molto forte per puntare alla promozione diretta, poi così non è stato ma ho continuato a crederci fino alla fine. Il risultato finale ci conferma come la squadra avesse tanta qualità e di come le difficoltà siano state di altro tipo. Il calcio è imprevedibile e tornare subito in A non è affatto scontato, specie pensando che ogni anno una neopromossa dalla C diventa la rivelazione del campionato, a conferma di come ambiente e gruppo contino tantissimo. Il cambio dell’allenatore? E’ arrivato quando ho sentito che eravamo arrivati alla fine di un percorso, avevamo costruito la squadra con tanti giovani di qualità per fare un certo tipo di stagione che poi non è stata, anche per qualche scoria di troppo che si era creata nella testa della squadra. In Aglietti ho trovato una persona straordinaria proprio nella sua semplicità, una caratteristica che in quel momento della stagione ha ‘sbloccato’ i ragazzi permettendo loro di esprimersi finalmente al meglio e mettendoli di fronte alle loro responsabilità, facendo loro fare uno scatto d’orgoglio. D’Amico? È lui il vero artefice di questa squadra che ha raggiunto la Serie A, anche nella prossima stagione sarà lui il DS».

LA PROSSIMA STAGIONE

«Il prossimo allenatore? Ci siamo presi qualche giorno, insieme al direttore D’Amico, per fare le nostre considerazioni e per non prendere decisioni sull’onda emotiva della promozione. Il mio primo pensiero è come costruire la squadra dell’anno prossimo, che tipo di giocatori ci possono interessare per fare una Serie A durissima, la più difficile degli ultimi anni. Quindi bisogna ragionare anche sull’esperienza in questa categoria, oltre che sull’entusiasmo che può portare un tecnico. Aglietti è uno dei nomi in corsa e penso che nella prossima settimana definiremo quello che sarà il mister del prossimo anno. Ci vuole calma e trasparenza nel ponderare bene questa scelta, ci sono diversi profili che possono avere la giusta mentalità per crederci fino in fondo. Il divario è grande, serviranno anche elementi in campo che sappiano cosa vuol dire fare la Serie A, oltre a tenere un’ossatura della squadra già esistente».

PROGETTI PER IL FUTURO

«Andiamo in Serie A con una società forte e sana, e questo è un grande vantaggio perché alla lunga paga e anche quest’anno si è visto. Io ero e resto disponibile ad accogliere grandi imprenditori come ce ne sono tanti a Verona, sia per lavorare insieme che per vendere. Io non sono un miliardario e l’ho sempre dichiarato senza problemi, ma tutto quello che ho ce lo metto e quello che stiamo facendo era da tempo che mancava a Verona. Per l’inizio del campionato inaugureremo la nuova sede di proprietà, vogliamo fare il centro sportivo. Soprattutto abbiamo tanti giocatori di proprietà, casi come Fares e Valoti ci dimostrano quanto sia importante averne e valorizzarli, quello deve essere il nostro spirito. Nuovo stadio? Grande opportunità, può aiutare molto dal punto di vista dei ricavi e fare così la differenza anche dal punto di vista dell’allestimento della rosa».

 
 

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