Scuole e sicurezza antincendio, l’allarme degli ingegneri: «Quante sono davvero a norma?»

 
 

Quante sono oggi le scuole della provincia di Verona realmente in regola con la normativa sulla sicurezza antincendio? È la domanda posta dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, che ha avviato un confronto con enti pubblici, istituti scolastici, società partecipate e soggetti che gestiscono immobili sul territorio.

Il tema diventa particolarmente urgente alla luce delle scadenze previste dalla normativa. Nel Veronese si contano circa 984 istituti scolastici di ogni ordine e grado, ma secondo l’Ordine è oggi difficile fornire una fotografia precisa dello stato di adeguamento antincendio del patrimonio scolastico.

Per questo gli ingegneri hanno inviato nei giorni scorsi una lettera agli enti del territorio, richiamando l’attenzione sulla necessità di verificare la situazione degli edifici scolastici e, più in generale, del patrimonio edilizio pubblico.

Due scadenze nel 2027

Il Decreto Ministeriale 31 marzo 2026 ha previsto un percorso di adeguamento antincendio articolato in più fasi.

La prima scadenza è fissata all’8 gennaio 2027: gli edifici scolastici non ancora completamente adeguati dovranno presentare la SCIA relativa all’attuazione di un nucleo minimo di misure essenziali.

Entro il 31 dicembre 2027 dovrà invece essere completato l’adeguamento complessivo.

Per l’Ordine si tratta di tempi ormai ravvicinati, considerando che prima degli eventuali lavori sono necessarie verifiche tecniche, incarichi professionali, progettazione, affidamenti, procedure amministrative e, quando necessario, interventi sugli edifici.

Non basta avere un certificato

Secondo gli ingegneri, la verifica non dovrebbe limitarsi alla presenza formale di un certificato, di una SCIA o di un rinnovo periodico.

Occorre infatti verificare che la situazione autorizzata dal Comando dei Vigili del Fuoco corrisponda effettivamente alle condizioni attuali dell’edificio.

Il controllo deve riguardare, tra gli altri aspetti, gli impianti di protezione, le eventuali modifiche edilizie intervenute negli anni, le attività effettivamente svolte negli edifici e le procedure di gestione delle emergenze.

Un tema particolarmente delicato per gli edifici più datati, che nel corso degli anni possono essere stati ampliati, modificati nella destinazione d’uso o interessati da interventi sugli impianti.

A Verona già partiti alcuni interventi

Nel frattempo alcuni interventi sono già stati avviati.

Il Comune di Verona ha programmato lavori estivi in diversi edifici scolastici cittadini. Tra questi rientra anche la scuola primaria Uberti, dove è previsto un intervento dedicato proprio all’adeguamento delle compartimentazioni antincendio.

Per l’Ordine si tratta di un esempio concreto di come il tema sia già operativo in singole strutture, ma anche di un’ulteriore ragione per arrivare a una ricognizione complessiva a livello provinciale.

«Serve una cultura della prevenzione»

«Il nostro obiettivo è promuovere una cultura della prevenzione e della responsabilità tecnica», spiega Andrea Falsirollo, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Verona.

Secondo Falsirollo, gli enti proprietari devono programmare per tempo verifiche, incarichi professionali, eventuali lavori e procedure amministrative.

Per questo l’Ordine intende mettere a disposizione degli enti strumenti operativi, tra cui un tavolo tecnico con le istituzioni competenti, momenti di approfondimento e schede per le ricognizioni preliminari.

L’Ordine propone inoltre, dove richiesto, la possibilità di predisporre protocolli o convenzioni quadro per aiutare gli enti a impostare correttamente il percorso di adeguamento, nel rispetto della libera scelta dei professionisti.

Una ricognizione per capire da dove partire

L’obiettivo è costruire una metodologia condivisa che consenta agli enti di individuare rapidamente le situazioni più critiche.

Tra gli elementi da verificare ci sono gli edifici privi di titolo antincendio, le pratiche non aggiornate, i rinnovi in scadenza, le modifiche non ancora recepite, le eventuali carenze documentali e gli interventi da considerare prioritari.

«L’obiettivo è mettere gli enti nelle condizioni di capire da dove partire», sottolinea Claudio Lavarini, referente per i rapporti con gli enti pubblici dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia.

«Molti patrimoni immobiliari sono complessi, stratificati e modificati nel tempo. Prima ancora di parlare di lavori, serve una ricognizione ordinata: quali edifici sono soggetti, quali pratiche sono aggiornate, quali rinnovi sono in scadenza, quali modifiche vanno recepite e quali interventi sono davvero prioritari».

Anche la Fire Safety Engineering

Per gli edifici più complessi, soprattutto quelli esistenti o modificati più volte nel tempo, la normativa consente anche approcci progettuali prestazionali come la Fire Safety Engineering.

«Si tratta di strumenti che permettono di valutare l’effettivo livello di rischio e di individuare soluzioni mirate, sostenibili e meno invasive», spiega Mauro Vinco, vice presidente dell’Ordine per il settore impiantistico.

Per gli ingegneri si tratta di un cambio di approccio: non limitarsi all’applicazione di prescrizioni standard, ma progettare la sicurezza tenendo conto delle caratteristiche concrete di ogni edificio.

Un tavolo con i Vigili del Fuoco

Falsirollo annuncia infine l’intenzione di proporre un tavolo tecnico al Comando dei Vigili del Fuoco di Verona, con l’obiettivo di accompagnare gli enti nel percorso di adeguamento.

«L’obiettivo è che l’adeguamento non si esaurisca in un adempimento normativo, ma diventi un’occasione di miglioramento reale della sicurezza nelle scuole, a tutela innanzitutto di studenti e personale», sottolinea il presidente.

«Il patrimonio pubblico deve dare il buon esempio: scuole, edifici comunali e sedi delle società partecipate devono essere luoghi sicuri, verificati e correttamente gestiti».

La prevenzione incendi, conclude Falsirollo, richiede competenze specialistiche. Per verifiche, progettazione e asseverazione antincendio gli enti devono quindi rivolgersi a professionisti qualificati e, nei casi previsti dalla normativa, iscritti negli elenchi del Ministero dell’Interno.

«La sicurezza degli edifici pubblici non si improvvisa: va pianificata, progettata, verificata e gestita nel tempo», conclude Falsirollo.