Scritte eversive e anti-Stato; (nuove) schifezze olimpiche sui muri di Verona

 
 

Parole e “concetti” alla base di un quadro più generale che – sulla scia di quanto tristemente osservato a Torino – trova continuità e sfogo da qualche settimana in vari punti della nostra città (solitamente i più panoramici e – quindi – raggiunti da turisti e cittadini), già attraversata da fibrillazioni e attese per il maxi-evento olimpico conclusivo di domenica sera.

Particolarmente grave la segnalazione di una scritta – apparsa qualche giorno fa nel quartiere di Veronetta – inneggiante il folle gesto dei fratelli Ramponi nell’ottobre 2025 a Castel d’Azzano, il quale ha provocato la morte di 3 carabinieri e il ferimento di altre 13 persone tra le Forze dell’Ordine.

Ecco dunque, lo sdegno e la denuncia da parte dei consiglieri capogruppo di Verona Domani e Lega, Paolo Rossi e Nicolò Zavarise, durante un punto stampa organizzato questa mattina presso la sala consiliare di Palazzo Barbieri.

Questi non sono episodi isolati – afferma Paolo Rossima il sintomo di un contesto ben più ampio e preoccupante in vista della cerimonia di chiusura di domenica 22. Proprio quella data, ricorda il consigliere comunale, è prevista una manifestazione di protesta contro le Olimpiadi a ridosso della zona “off-limits” che cinturerà tutta Piazza Brà e anche vie limitrofe per questioni legate proprio alla sicurezza.
Pur rispettando la libertà di dissenso, ben venga, l’evento desta comunque forte preoccupazione. Guardando anche al panorama nazionale, come ai recenti e gravi scontri di Torino legati all’estrema sinistra e ai centri sociali, l’auspicio è che tali tensioni non si ripetano a Verona – conclude Rossi.

Sulla stessa linea anche Nicolò Zavarise, il quale ritorna sul tema delle scritte ingiurióse apparse per la città.
Alla vigilia della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, le recenti scritte su Castelvecchio non vanno banalizzate come semplice vandalismo. Questo episodio – prosegue – riflette un preoccupante deterioramento del rispetto civico e impone una riflessione sul clima che lo ha generato. Non basta ripulire la vernice: serve una strategia preventiva e l’amministrazione deve agire con fermezza per evitare che la situazione degeneri in qualcosa di peggio”.

Nicola Zanotto

 
 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here