Adesione sentita allo sciopero generale anche a Verona, come confermano i primi riscontri raccolti dalle categorie sindacali. Lavoratrici e lavoratori hanno incrociato le braccia con una partecipazione definita consapevole, espressione di un disagio diffuso e di una distanza sempre più marcata tra i bisogni reali del mondo del lavoro e la narrazione proposta dal Governo.
La Cgil torna a denunciare l’inadeguatezza dell’ultima legge di bilancio, giudicata incapace di fornire risposte concrete alle esigenze di lavoratori, pensionati, giovani e donne. «È una manovra gravemente insufficiente», ribadisce il sindacato, che parla apertamente di fallimento delle politiche messe in campo negli ultimi anni a sostegno dei redditi.
I dati raccolti evidenziano un arretramento consistente del potere d’acquisto per la maggioranza della forza lavoro, mentre precarietà e sotto-occupazione continuano a rappresentare una condizione strutturale del mercato del lavoro. A questo quadro si somma la debolezza di uno stato sociale sempre più sottofinanziato, con servizi pubblici ridotti che spingono i cittadini a ricorrere al mercato privato per affrontare malattia, non autosufficienza o infortuni.
«La battaglia della Cgil è una battaglia di civiltà e giustizia sociale», sottolinea la segretaria generale della Cgil di Verona, Francesca Tornieri. Da qui la richiesta di un intervento straordinario: un contributo di solidarietà sui grandi patrimoni, che consentirebbe di recuperare 26 miliardi di euro, una somma pari a quanto sottratto in termini reali a salari e pensioni negli ultimi tre anni, segnati da un’inflazione elevata e da misure ritenute inefficaci.
Una rivendicazione che, secondo il sindacato, rappresenta l’unica strada per restituire equità al sistema e dare risposte immediate a un disagio sociale ormai evidente.





































