Sono iniziati i lavori per il recupero degli storici lavatoi di Santa Maria in Stelle, un intervento atteso da tempo che punta a restituire alla comunità un bene pubblico dal forte valore storico, architettonico e paesaggistico.
I lavatoi, di proprietà del Comune di Verona e sottoposti alla tutela prevista dal Codice dei Beni Culturali, risalgono al 1838. Le caratteristiche lastre in Rosso Verona e Pietra di Prun testimoniano la storia della frazione e il rapporto con il sistema delle acque che attraversa il territorio.
I lavatoi e l’acqua dell’antico Pantheon
Uno degli elementi più particolari del manufatto è proprio il suo legame con l’acqua. I lavatoi convogliano infatti quella proveniente dalla sorgente dell’antico ipogeo romano del Pantheon, uno dei luoghi di maggiore interesse storico e naturalistico di Santa Maria in Stelle.
Il restauro punta a conservare le caratteristiche storiche del manufatto e delle sue componenti, recuperando così un luogo che per generazioni ha rappresentato non soltanto uno spazio di servizio, ma anche un punto di incontro e socialità.
Il restauro diventa anche formazione
Il progetto è promosso e realizzato dall’Istituto Salesiano San Zeno di Verona e sarà collegato anche all’attività formativa dell’istituto.
Grazie alla collaborazione con la Regione Veneto, infatti, l’intervento si inserisce nel percorso triennale di formazione superiore per Tecnico del restauro di beni culturali.
Studenti e docenti potranno quindi confrontarsi direttamente con un intervento concreto sul patrimonio storico del territorio, mettendo in relazione formazione, tutela dei beni culturali e lavoro sul campo.
Un aspetto che aggiunge al recupero dei lavatoi anche una dimensione educativa: il cantiere diventa infatti occasione per formare nuove competenze nel settore del restauro.
Dal B.I.M. Adige 35 mila euro
A sostenere economicamente l’intervento è il Consorzio B.I.M. Adige, che ha stanziato un contributo di 35 mila euro nell’ambito delle proprie finalità di sostegno alle opere di pubblica utilità nei Comuni consorziati.
I lavori saranno realizzati attraverso una convenzione per la realizzazione di un’opera pubblica da parte di un soggetto privato, secondo quanto previsto dal Codice dei contratti pubblici.
La mobilitazione dei residenti
Fondamentale è stato anche il ruolo della comunità di Santa Maria in Stelle.
Negli anni associazioni e cittadini hanno mantenuto alta l’attenzione sulle condizioni e sul valore storico dei lavatoi, arrivando anche a promuovere una raccolta firme nel dicembre 2025.
Una mobilitazione che ha contribuito a riportare il manufatto al centro dell’attenzione e a sottolinearne il valore non soltanto come bene storico e paesaggistico, ma anche come elemento della memoria e dell’identità della frazione.
Bissoli: «Preservare le radici delle nostre tradizioni»
«Prosegue l’impegno dell’amministrazione comunale con la Direzione Edilizia Monumentale finalizzato alla realizzazione di puntuali, significativi interventi di cura del patrimonio monumentale comunale disseminato nei quartieri di Verona, al quale le comunità sono molto legate», sottolinea la vicesindaca e assessora al Patrimonio e ai Beni culturali Barbara Bissoli.
Bissoli evidenzia come questi interventi consentano di «preservare e valorizzare le radici delle nostre tradizioni e della nostra cultura» e ringrazia la presidente dell’ottava Circoscrizione Claudia Annechini, l’Istituto San Zeno e il Consorzio B.I.M. Adige per il contributo alla realizzazione del progetto.
Annechini: «I lavatoi erano anche relazione»
«È un risultato importante per Santa Maria in Stelle, per la Circoscrizione 8ª e per tutta la città», commenta la presidente della Circoscrizione 8ª Claudia Annechini.
Per Annechini, il lavatoio dell’Ottocento rappresenta uno dei pochi esempi ancora presenti in città di un luogo capace di raccontare non soltanto le modalità di vita e di lavoro del passato, ma anche una forma di socialità.
«I lavatoi erano anche relazione», sottolinea.
Un obiettivo perseguito per anni insieme ai residenti e che ora entra nella fase concreta del cantiere. Un intervento nel quale, conclude Annechini, il contributo del B.I.M. Adige e il progetto dell’Istituto San Zeno permettono di unire «la tutela di un bene pubblico alla formazione di nuove competenze nel campo del restauro».






























