Carenze di organico, difficoltà nella gestione dei servizi, personale sottoposto a carichi crescenti e, in alcuni casi, problemi legati alla sicurezza degli operatori. È il quadro tracciato dalla Funzione Pubblica Cgil di Verona attraverso una serie di vertenze aperte negli ospedali dell’Ulss 9 Scaligera.
Il sindacato parla di una situazione di forte sofferenza della sanità ospedaliera veronese, pur riconoscendo la presenza di strutture e professionalità di eccellenza. A pesare, secondo la Fp Cgil, sono soprattutto la carenza di personale e le difficoltà organizzative, aggravate nel periodo estivo dalla gestione delle ferie.
L’Ulss 9, interpellata sulle diverse questioni, contesta però il quadro in alcuni punti e illustra le misure adottate per garantire la continuità dei servizi.
Villafranca, la gestione del materiale chirurgico
Una delle vertenze riguarda il Gruppo operatorio dell’ospedale Magalini di Villafranca, in particolare la gestione del ferro chirurgico “sporco”.
Secondo la Fp Cgil, nonostante sia attivo un appalto specializzato per la sterilizzazione e il ricondizionamento dei dispositivi, le attività di decontaminazione, pulizia e lavaggio ricadono in parte sul personale interno, composto da un’infermiera strumentista e da un operatore socio-sanitario per turno. In caso di urgenza, l’infermiera può essere destinata all’assistenza in sala operatoria, lasciando il solo OSS a occuparsi delle attività.
Criticità analoghe, secondo il sindacato, riguarderebbero anche il trasporto dei pazienti verso le sale operatorie, normalmente affidato a due OSS nel turno mattutino, con la possibilità che uno venga destinato ad altre necessità.
La Direzione dell’Ulss 9 fornisce però una ricostruzione diversa. La dotazione complessiva del personale di sala operatoria, compreso quello strumentista, sarebbe superiore sia agli standard sia al fabbisogno previsto. Per la gestione del ferro chirurgico “sporco” sono presenti due strumentiste e due OSS dedicati, sufficienti a garantire il servizio dal lunedì al venerdì con un turno mattutino e uno pomeridiano.
In caso di assenze improvvise, l’Azienda spiega che vengono utilizzati gli strumenti della contrattazione integrativa, compresi i richiami in servizio, mentre le emergenze vengono gestite attraverso una riorganizzazione interna.
Per i trasporti, l’Ulss assicura la presenza ordinaria di due OSS al mattino e il supporto degli OSS dell’Area Chirurgica nel pomeriggio. In caso di necessità, i coordinatori delle unità operative devono organizzare il supporto reciproco, con la supervisione della Direzione delle Professioni Sanitarie.
Medico competente, il problema al Distretto 4
Un’altra criticità segnalata dalla Fp Cgil riguarda la prolungata assenza del Medico Competente al Distretto 4 e all’ospedale Magalini.
Il sindacato evidenzia le conseguenze che questa situazione può avere sulle visite necessarie al rientro dopo assenze prolungate e sulle idoneità preventive per le nuove assunzioni. In un contesto già caratterizzato dalla carenza di personale, secondo la Cgil, questo rischierebbe di rallentare sia i rientri sia le nuove assunzioni.
L’Ulss 9 conferma la necessità di intervenire e spiega di essersi attivata per la sostituzione temporanea del medico competente attraverso un avviso interno. È inoltre attivo un avviso per il reclutamento di un libero professionista.
Nel frattempo, l’Azienda ha attivato già dal mese di agosto un incarico provvisorio che garantirà mediamente due accessi alla settimana nel mese di settembre, assicurando anche la gestione delle visite urgenti.
San Bonifacio, difficoltà per Medicina generale e Oculistica
Situazione complessa anche all’ospedale di San Bonifacio, dove la Fp Cgil segnala difficoltà nell’organizzazione della guardia internistica e nella copertura dei turni di Medicina generale.
L’Ulss 9 riconosce le difficoltà nel reclutamento del personale medico e ha adottato una soluzione emergenziale attraverso l’impiego di medici specialisti con contratto di lavoro autonomo, già utilizzati dall’Azienda per attività analoghe.
Parallelamente, dal 1° agosto sono stati riattivati gli otto posti letto della Gastroenterologia, con una conseguente riduzione dei posti letto in carico alla Medicina generale, nell’ambito di una riorganizzazione delle attività del dipartimento internistico.
Problemi anche per l’Oculistica, dove negli ultimi mesi si è registrata una temporanea criticità dell’organico medico, legata anche ai pensionamenti e alla più generale difficoltà nel reperire specialisti.
L’Azienda sottolinea di aver attivato diverse procedure: assunzioni da graduatorie, mobilità, avvisi per ore SAI e richieste di convenzione con altre aziende sanitarie. Secondo l’Ulss, gli interventi stanno consentendo un progressivo arruolamento di specialisti e l’obiettivo è tornare alla normalità entro il prossimo autunno.
Legnago, l’allarme sulla sicurezza in Psichiatria
È però sul fronte della sicurezza degli operatori che la Fp Cgil considera particolarmente preoccupante la situazione dell’SPDC 3 di Psichiatria di Legnago.
Il sindacato aveva già segnalato all’inizio di luglio problemi legati al sovraffollamento, ai ricoveri impropri provenienti da altri reparti e alla presenza di pazienti con lunga degenza.
Il 13 agosto si è verificata una nuova aggressione ai danni di un’operatrice socio-sanitaria. La Fp Cgil ha quindi chiesto una convocazione urgente per affrontare le condizioni di sicurezza del reparto.
L’Ulss 9 precisa che la dotazione del personale del comparto rispetta lo standard previsto, garantendo la presenza stabilita. L’Azienda assicura inoltre di prestare particolare attenzione alla sicurezza degli operatori e alla gestione degli eventi a loro danno, garantendo il necessario supporto.
La situazione dell’unità operativa, viene spiegato, è comunque all’attenzione dei direttori della struttura e del dipartimento, con l’obiettivo di migliorare la risposta alle necessità di ricovero.
La Cgil: “Servono assunzioni subito”
Il segretario generale della Fp Cgil Verona Antonio De Pasquale rivendica la necessità di un intervento strutturale.
“Gli ospedali dell’Ulss 9 presentano eccellenze assolute, basti pensare ai risultati conseguiti dal Magalini nel campo della chirurgia epatica. Eppure sono costretti ad operare in condizioni a dir poco non ottimali”.
Per il sindacato, le diverse vertenze raccontano un problema comune: la difficoltà di garantire i servizi con organici adeguati.
“Questa situazione deve finire, e c’è un solo modo per rimettere la sanità in carreggiata: assunzioni subito. Basta temporeggiare, basta prendere in giro sindacati, lavoratori e cittadini, gli organici vanno adeguati”, conclude De Pasquale.
La replica dell’Ulss 9, nei diversi ambiti, evidenzia invece come siano già state messe in campo riorganizzazioni, reclutamenti e soluzioni temporanee per affrontare le criticità e garantire la continuità dell’assistenza. Sul tavolo resta quindi il confronto tra organizzazioni sindacali e Azienda sulla tenuta degli organici e sull’organizzazione dei servizi.






























