Sanità e grandi eventi: Borgo Trento ospedale olimpico per Verona

 
 

L’ospedale di Borgo Trento è pronto a vestire il ruolo di ospedale olimpico in vista delle cerimonie di chiusura dei Giochi olimpici invernali, in programma il 22 febbraio in Arena, e di apertura delle Paralimpiadi, il 6 marzo. Un appuntamento di portata internazionale che vede Verona protagonista sul fronte della sicurezza sanitaria, con un piano articolato e validato secondo i criteri del Comitato Olimpico Internazionale.

Il piano sanitario, messo a punto dall’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, prevede percorsi distinti e dedicati per autorità, famiglia olimpica e spettatori, senza intaccare la normale capacità operativa dell’ospedale per le esigenze sanitarie dei cittadini. Un’organizzazione che conferma Borgo Trento come hub di riferimento della rete sanitaria regionale per Milano Cortina 2026, insieme all’ospedale di Cortina dell’Ulss 1 Dolomiti.

Percorsi dedicati e sicurezza garantita

Il cuore dell’organizzazione è rappresentato dal piano intraospedaliero, che assicura accoglienza protetta, triage riservato e diagnostica prioritaria per autorità e membri della famiglia olimpica, atleti compresi. L’accesso avverrà dal Pronto soccorso di Lungadige Attiraglio, con personale dedicato già preallertato dalla Centrale operativa SUEM 118. Per eventuali ricoveri sono state individuate aree specifiche in grado di garantire sicurezza, privacy e, se necessario, rapido accesso all’elisuperficie.

Accanto a questi percorsi, resta pienamente operativo quello ordinario, destinato agli spettatori e alla popolazione generale, gestito secondo i protocolli già in uso. Un sistema di monitoraggio in tempo reale dei flussi consentirà di prevenire sovraffollamenti e, se necessario, di attivare il protocollo “Mass Casualty Incident – Verona 2026” per le emergenze più gravi.

L’assistenza sul territorio

Il piano extraospedaliero riguarda le principali aree interessate dagli eventi olimpici: Arena di Verona, Teatro Filarmonico, Gran Guardia, piazza Bra e la zona della stazione di Porta Nuova. È prevista una presenza complessiva fino a 20 mila persone, considerando anche le aree esterne.

Per le due cerimonie saranno impiegati un centro di coordinamento interforze, un posto medico avanzato e una flotta di 12 ambulanze, con il supporto di 11 medici, 15 infermieri e circa 50 tra autisti e soccorritori. Le risorse sanitarie saranno operative già dalle prime ore del mattino e garantiranno copertura anche durante le fasi di allestimento e disallestimento.

Un hub conforme agli standard olimpici

Borgo Trento risponde a tutti i requisiti richiesti dal CIO e dalla Fondazione Milano Cortina 2026: trauma center, neurochirurgia, radiologia avanzata, stroke unit, cardiologia interventistica, ortopedia e chirurgia, fino ai reparti di riabilitazione post-traumatica e fisioterapia sportiva. Tutti i servizi, compresa la centrale SUEM 118 e l’elisuperficie, sono attivi 24 ore su 24.

Il piano è stato redatto dalla Centrale operativa SUEM 118 e dalla Direzione medica ospedaliera, validato dalla commissione medica della Fondazione Milano Cortina e approvato dai vertici dell’AOUI Verona. Per i giornalisti accreditati alle cerimonie è previsto un posto medico avanzato in piazza Bra.

L’eredità delle Olimpiadi

Oltre alla gestione dell’evento, Milano Cortina 2026 lascerà un’eredità concreta al sistema sanitario veronese. Sono infatti previste nuove dotazioni per il soccorso extraospedaliero, tra cui un’ambulanza 4×4, un quad e apparecchiature elettromedicali che rafforzeranno in modo strutturale il sistema di emergenza-urgenza. Un lascito che si affianca a quello immateriale rappresentato dalla formazione del personale e dalla sinergia costruita tra i diversi enti coinvolti.

Con Borgo Trento ospedale olimpico, Verona si conferma dunque città chiave di Milano Cortina 2026, pronta a garantire sicurezza sanitaria e organizzazione all’altezza di un grande evento internazionale.