Nuove criticità per la sanità veronese alla vigilia delle scadenze del PNRR. A denunciarle è la FP CGIL Verona, che parla di “ennesimo fallimento” nella gestione delle nuove strutture territoriali.
Caprino, infermieri in appalto
Il caso più evidente riguarda l’ospedale di comunità di Caprino Veronese, la cui attivazione è prevista per il 20 maggio. La struttura, da 24 posti letto, non dispone però del personale infermieristico necessario.
Secondo quanto comunicato dall’ULSS 9 Scaligera, esiste “l’impossibilità di garantire la gestione con personale dipendente”, motivo per cui si è deciso di ricorrere all’esternalizzazione del servizio.
Una scelta che, sottolinea il sindacato, si scontra con le norme che prevedono la gestione diretta delle strutture pubbliche, tanto che è stato previsto anche un piano parallelo di reinternalizzazione.
Malcesine, soluzione con la casa di riposo
Situazione delicata anche a Malcesine, dove l’ospedale di comunità sarà sostenuto dal personale della casa di riposo Toblini.
Una soluzione che consente di mantenere la gestione nell’ambito pubblico, evitando – almeno per ora – il ricorso a soggetti esterni.
San Giovanni Lupatoto, servizi ancora in sospeso
Resta incerta la situazione del distretto sanitario di San Giovanni Lupatoto, destinato a diventare Casa di Comunità.
Chiuso dallo scorso giugno per lavori, il servizio fisioterapico e il consultorio sono stati trasferiti temporaneamente a Zevio, ma non è ancora chiaro quando potranno rientrare.
I lavori risultano infatti incompleti, mentre per il funzionamento della struttura sarebbero necessari circa dieci infermieri e fino a otto operatori socio-sanitari, oltre al personale amministrativo.
CGIL: “Serve un piano straordinario di assunzioni”
“Da anni chiediamo un piano straordinario di assunzioni nella sanità pubblica – afferma Simone Mazza – con risorse adeguate e una chiara volontà politica, che al momento manca”.
Il sindacato lancia un allarme sul futuro delle nuove strutture: “Il rischio di privatizzazione non è più solo un timore, ma una possibilità concreta”.
Il nodo della sanità territoriale
La questione del personale rappresenta oggi uno dei principali ostacoli allo sviluppo della sanità territoriale prevista dal PNRR.
Senza un rafforzamento degli organici, avverte la CGIL, sarà difficile garantire servizi accessibili, continuità assistenziale e qualità delle cure per i cittadini.




































