Siamo in via Vincenzo Monti (San Michele Extra) per quello che, esternamente, appare al pubblico come un normale negozio. Al suo interno, denunciano gli esponenti cittadini della Lega, si ritroverebbe un luogo di culto islamico, una moschea.
Uno stato di cose che sembra non corrispondere a quanto descritto in precedenza dall’assessora alla sicurezza Zivelonghi secondo la quale, al 6 novembre scorso, non sarebbero emerse irregolarità di alcun tipo.
Da qui la nuova mozione del consigliere comunale capogruppo Nicolò Zavarise.
«Al posto di un negozio ci ritroviamo una moschea – afferma Paolo Borchia, segretario provinciale della Lega di Verona ed eurodeputato –. L’amministrazione sbaglia a nascondere la polvere sotto al tappeto, anche perché l’attività di culto non è prevista dallo statuto dell’associazione Gulzar e Madina. Quando la Lega tornerà in amministrazione, il rispetto delle regole sarà rigoroso. A Verona non devono esistere figli e figliastri: chi viola la legge deve rispondere, senza favoritismi».
Ancora più netta la posizione di Tommaso Savoia, consigliere della Settima circoscrizione: “È inaccettabile che all’interno del locale venga svolta un’attività di culto non autorizzata. Chiediamo la chiusura immediata, perché l’attività è irregolare e non conforme alla destinazione d’uso. Nessuna eccezione può essere tollerata: la legge deve essere uguale per tutti”.
La vicenda riaccende il confronto politico sul tema dei luoghi di culto e sull’applicazione delle regole urbanistiche e amministrative nel territorio comunale.







































