Fulvio Soave ha rassegnato ufficialmente le dimissioni da sindaco di San Bonifacio, aprendo una fase di incertezza politica per il Comune. La decisione è stata formalizzata con una comunicazione protocollata in Municipio e indirizzata al Consiglio comunale.
Alla base della scelta, come spiegato dallo stesso primo cittadino, il progressivo venir meno della compattezza politica necessaria per portare avanti l’azione amministrativa.
La voce del sindaco: “Scelta sofferta, ma responsabile”
«Ho sempre messo al centro il bene della città – scrive Soave – ma oggi non esistono più le condizioni politiche e amministrative per garantire un governo stabile ed efficace. Continuare avrebbe significato rallentare San Bonifacio».
Parole che segnano l’epilogo di un mandato iniziato meno di due anni fa e caratterizzato, negli ultimi mesi, da tensioni crescenti all’interno della maggioranza consiliare, culminate in rotture politiche e prese di distanza pubbliche.
La frattura nella maggioranza
Il passaggio decisivo sarebbe arrivato dopo una serie di votazioni in Consiglio che hanno evidenziato numeri incerti e una maggioranza non più autosufficiente. Una situazione che, secondo ambienti vicini all’amministrazione, avrebbe reso impossibile approvare atti strategici e garantire continuità all’azione di governo.
Un consigliere di area di maggioranza, che chiede di restare anonimo, parla di «un clima ormai compromesso, con rapporti politici deteriorati e fiducia reciproca venuta meno».
L’opposizione: “Crisi politica evidente”
Dai banchi della minoranza la lettura è netta e le dimissioni del sindaco certificano una crisi politica che andava avanti da tempo: San Bonifacio ha bisogno di chiarezza e di un progetto amministrativo solido, che oggi non c’è più.
Secondo l’opposizione, le difficoltà emerse avrebbero rallentato l’attività amministrativa su più fronti, generando un clima di incertezza anche tra cittadini e categorie economiche.
Cosa succede ora: commissario e nuove elezioni
Dal punto di vista istituzionale, le dimissioni diventeranno efficaci trascorsi 20 giorni dalla loro presentazione, salvo eventuale ritiro. In caso contrario, il Consiglio comunale verrà sciolto e il Comune affidato a un commissario prefettizio fino allo svolgimento delle elezioni anticipate.
Nel frattempo, San Bonifacio entra ufficialmente in una fase di transizione politica, con partiti e liste civiche già al lavoro per ridefinire assetti, alleanze e possibili candidature in vista del prossimo appuntamento elettorale.




































