Sono iniziati i lavori per la sistemazione e la messa in sicurezza di alcuni tratti degli argini dei torrenti Aldegà e Alpone, nei territori comunali di San Bonifacio e Monteforte d’Alpone, in provincia di Verona.
La Regione Veneto ha stanziato complessivamente 300 mila euro per un intervento finalizzato a ripristinare le parti danneggiate e rafforzare la sicurezza idraulica delle due aree.
A darne notizia è l’assessore regionale all’Ambiente Elisa Venturini, spiegando che le criticità sono emerse durante le periodiche attività di controllo e manutenzione dei corsi d’acqua.
«È stata rilevata la presenza di numerose tane e cunicoli scavati dalla fauna selvatica all’interno degli argini», spiega Venturini. Un fenomeno che può compromettere la stabilità delle strutture: gli scavi, infatti, possono indebolire gli argini e aumentare il rischio di cedimenti e frane, soprattutto in occasione di piogge intense o durante le piene dei torrenti.
Gli interventi a San Bonifacio e Monteforte
I lavori interessano circa 400 metri dell’argine sinistro dell’Aldegà, nel territorio di San Bonifacio, e un tratto dell’argine destro dell’Alpone, in località Casarsa, a Monteforte d’Alpone.
L’intervento prevede il ripristino delle parti compromesse e il successivo rafforzamento attraverso sistemi di protezione pensati anche per impedire nuovi danneggiamenti provocati dagli animali.
«Interveniamo prima che queste criticità possano trasformarsi in problemi più seri», sottolinea Venturini. «La manutenzione e il controllo costante degli argini rappresentano una parte fondamentale della prevenzione del rischio idraulico».
L’obiettivo è quindi intervenire in una fase preventiva, rafforzando le opere idrauliche prima che eventuali cedimenti possano avere conseguenze più gravi per il territorio e per le comunità.
I lavori sono stati consegnati il 28 agosto e, secondo il cronoprogramma, dovrebbero concludersi entro la fine di ottobre.
«La prevenzione passa anche da interventi come questo: individuare tempestivamente le situazioni di fragilità e intervenire per ripristinare la piena funzionalità delle opere idrauliche», conclude Venturini. «È un lavoro spesso poco visibile, ma essenziale per la sicurezza dei nostri territori».































