I consiglieri comunali Nicolò Zavarise e Patrizia Bisinella hanno chiesto chiarimenti al sindaco sui criteri adottati per la concessione degli spazi comunali, con particolare riferimento ai periodi referendari, durante i quali la normativa impone limiti stringenti per garantire imparzialità e corretto utilizzo delle strutture pubbliche. La richiesta nasce dalla concessione di una sala comunale a un Comitato per il No in vista del referendum previsto per il mese di marzo.
Nel rispondere in aula, il sindaco ha escluso qualsiasi volontà di favorire una posizione politica rispetto a un’altra, precisando che l’utilizzo delle sale è avvenuto in modo equilibrato. «La Sala Delaini – ha spiegato – nel mese di dicembre ha ospitato anche l’Associazione Barbieri per la presentazione del comitato per il Sì, a dimostrazione di un uso bilanciato degli spazi comunali».
Il primo cittadino ha inoltre evidenziato come, ad oggi, non sia mai esistito un regolamento specifico per l’utilizzo delle sale comunali. «Stiamo redigendo proprio ora un regolamento – ha aggiunto – per colmare un vuoto mai affrontato in passato. Sarà uno strumento chiaro, ricorribile e trasparente, utile sia per gli uffici sia per i soggetti che richiedono gli spazi».
Nel dettaglio, il sindaco ha chiarito che la richiesta avanzata dalla segreteria dell’assessore Buffolo è avvenuta attraverso il canale corretto. La procedura prevede che la prenotazione venga sottoposta al vaglio dell’ufficio stampa solo nel caso in cui sia esplicitamente indicata la volontà di organizzare una conferenza stampa; diversamente, l’ufficio si limita a verificare la disponibilità della sala nell’orario richiesto.
«La sala – ha precisato – non è stata utilizzata dall’assessore Buffolo, ma da chi ha poi convocato la stampa. L’equivoco nasce dal fatto che nella richiesta non era indicata la natura di conferenza stampa dell’iniziativa». Nello stesso giorno, infatti, era pervenuta un’altra domanda che esplicitava chiaramente la finalità di conferenza stampa e, in quel caso, gli uffici hanno applicato le norme vigenti in materia di propaganda elettorale.
Secondo il sindaco, il qui pro quo deriva dunque da una diversa modalità di richiesta e non da una scelta di merito o da una preferenza politica. «Ci impegniamo ad arrivare rapidamente all’approvazione del regolamento – ha concluso – soprattutto in una fase elettorale in cui servono criteri ancora più chiari. Altri enti, come la Provincia durante le regionali, hanno interpretato la normativa distinguendo tra comunicazione istituzionale e mera messa a disposizione degli spazi: un’interpretazione legittima che abbiamo applicato anche noi».




































