Saldi al via: il 44% dei consumatori punta sull’abbigliamento

 
 

Parte sabato 4 luglio la stagione dei saldi estivi anche a Verona e nel resto del Veneto. Gli sconti dureranno fino al 31 agosto, in un momento particolarmente delicato per il commercio tradizionale, alle prese con consumi più selettivi, concorrenza dell’e-commerce e promozioni anticipate.

Secondo un’indagine realizzata da Confcommercio Veneto e Unioncamere Veneto, il 44% dei veronesi approfitterà dei saldi per acquistare capi di abbigliamento, mentre il 41% si orienterà sulle calzature. Più contenuta la quota di chi prevede di comprare borse e accessori (12%) o altri prodotti (2%).

Spesa stabile per due veronesi su tre

Sul fronte del budget, emerge una sostanziale stabilità rispetto al 2025.

Il 67% dei consumatori veronesi dichiara infatti di voler spendere una cifra analoga a quella dello scorso anno, mentre il 25% prevede di ridurre gli acquisti e solo il 9% pensa di aumentare la spesa.

Dati sostanzialmente in linea con la media regionale, che fotografano una clientela più attenta e selettiva.

«Non è un crollo dei consumi»

Per Mariano Lievore, presidente di Federmoda Confcommercio Verona, i numeri confermano un cambiamento nelle abitudini d’acquisto più che una vera contrazione della domanda.

«Non siamo di fronte a un crollo dei consumi, ma a una domanda più prudente e consapevole. I saldi rappresentano ancora un appuntamento importante per sostenere le vendite e consolidare il rapporto con la clientela».

Secondo Lievore, il valore aggiunto del negozio fisico continua a essere la capacità di offrire consulenza, fiducia, qualità e un’esperienza d’acquisto personalizzata, elementi difficilmente replicabili dalle piattaforme online.

Il nodo dei saldi anticipati

Federmoda torna anche a denunciare il fenomeno delle promozioni anticipate.

«Anche quest’anno non sono mancati episodi di “saldi mascherati” prima della data ufficiale, soprattutto da parte dei grandi gruppi e dell’e-commerce», osserva Lievore.

Una pratica che, secondo l’associazione, rischia di penalizzare soprattutto i negozi indipendenti.

Il tema della concorrenza internazionale

Tra gli elementi ritenuti positivi dal comparto c’è invece l’introduzione, dal 1° luglio, del contributo di 3 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra Unione Europea, misura sostenuta da Federazione Moda Italia per contrastare gli effetti dell’ultra fast fashion e favorire condizioni di concorrenza più equilibrate.

L’appello ai consumatori

Federmoda Confcommercio Verona invita infine i cittadini a scegliere i negozi del territorio, puntando su qualità, trasparenza e rapporto di fiducia.

L’obiettivo, sottolinea l’associazione, è sostenere un commercio di prossimità che continua a rappresentare un presidio economico e sociale fondamentale per i centri storici e i quartieri della città.