Il riso veronese e, più in generale, le eccellenze dell’agroalimentare italiano entrano nel cuore del confronto europeo. È questo il messaggio portato a Bruxelles da Daniele Polato, europarlamentare veronese e membro della commissione INTA (Commercio internazionale), intervenuto all’Annual Meeting Connact, appuntamento che riunisce imprese, associazioni e stakeholder impegnati nel dialogo tra Italia ed Europa.
“Difendere le eccellenze agroalimentari italiane significa tutelare i consumatori, garantire regole eque e costruire politiche commerciali che non penalizzino la qualità”, ha ribadito Polato durante uno dei tavoli di confronto dedicati al comparto alimentare, settore strategico del Made in Italy e crocevia tra agricoltura, industria, commercio e salute.
All’evento hanno preso parte oltre 50 realtà italiane, tra aziende, associazioni di categoria, centri di ricerca e rappresentanti del terzo settore, chiamate a discutere le priorità strategiche dei prossimi anni. Su tredici tavoli tematici, quello dedicato all’agroalimentare ha assunto un ruolo centrale, anche alla luce delle crescenti tensioni sui mercati internazionali e degli accordi commerciali in discussione.
Il caso del riso è stato indicato da Polato come emblematico delle criticità attuali. “Solo la provincia di Verona conta oltre 2.500 ettari di risaie – ha sottolineato –. L’Italia, con circa 1,4 milioni di tonnellate prodotte, è il primo Paese europeo per produzione di riso di alta qualità, frutto di tradizione, innovazione e rispetto di standard rigorosi. Eppure i nostri agricoltori si trovano a competere con importazioni da Paesi extra UE che non rispettano le stesse regole ambientali, sociali e sanitarie. Questa non è concorrenza leale”.
Un tema che l’europarlamentare sta portando con decisione all’interno della commissione INTA, dove segue dossier su accordi commerciali e accesso al mercato europeo. “Serve un cambio di passo – ha aggiunto –. Le politiche commerciali e agricole europee devono essere competitive, innovative e sostenibili, ma soprattutto coerenti: chi entra nel mercato UE deve rispettare gli stessi standard richiesti ai nostri produttori”.
Alla tavola rotonda erano presenti anche importanti protagonisti dell’industria agroalimentare italiana, tra cui Michele Amigoni (Barilla), Giangiacomo Pierini (Federalimentare), Gabriele Castelli (Federvini) e Francesco Tramontin (Ferrero), a conferma della centralità del confronto tra istituzioni europee e filiere produttive.
“Il dialogo con le imprese è fondamentale – ha concluso Polato –. Solo ascoltando chi ogni giorno produce valore possiamo costruire politiche europee capaci di difendere le nostre eccellenze, rafforzare la competitività e garantire ai consumatori trasparenza e qualità”.



































