Riforma giustizia, Tosi spinge per il Sì

 
 

Appello al voto e sostegno convinto alla riforma della giustizia. È quanto ribadito dall’eurodeputato Flavio Tosi (Forza Italia – PPE) intervenendo all’incontro “La riforma della giustizia per essere competitivi in Europa”, ospitato all’Hotel Catullo di Verona.

“Questa riforma è un’opportunità da cogliere e che non possiamo perdere – ha dichiarato Tosi –. Se il Paese non cambia ora, non riuscirà mai a riformarsi davvero. Il voto è importante. Votare Sì è necessario”.

Un evento partecipato che ha visto gli interventi di Silvano Filippi, segretario nazionale del SIULP, e di Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Luigi Einaudi. In collegamento streaming sono intervenuti anche gli onorevoli Enrico Costa e Maria Paola Boscaini. A moderare l’incontro la consigliera comunale di Verona ed ex senatrice Patrizia Bisinella.

Tosi: “Nessun rischio di magistratura sotto il potere politico”

“È importante andare a votare – ha sottolineato Tosi –. Questo voto è il primo passo di una riforma necessaria che non possiamo più rinviare. La sinistra sta dando battaglia politica dicendo bugie, sostenendo che la magistratura sarà sottoposta al potere politico. Nulla di più falso”.

L’eurodeputato ha ricordato che la riforma è stata firmata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che è anche presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. “È un momento storico per il Paese, determinato dalla partecipazione al voto. Non c’è quorum da raggiungere: si vince o si perde per un voto. E se si perde, perde l’Italia”.

Filippi (SIULP): “Serve chiarezza nei ruoli e responsabilità”

Nel corso dell’incontro, Filippi ha parlato di “appuntamento con la storia” per aggiornare il sistema giudiziario ai principi di civiltà giuridica e trasparenza. “Oggi – ha affermato – esiste una confusione di ruoli che crea problematiche nell’applicazione della legge. Non credo si voglia mettere sotto controllo la magistratura, ma renderla più indipendente”.

Il segretario del SIULP ha posto l’accento anche sul tema delle responsabilità disciplinari: “Se sbaglia un magistrato, quali conseguenze ha? Posso dire cosa accade oggi a un poliziotto: viene disciplinarmente sanzionato immediatamente, ancora prima di un processo, con una severità senza eguali. Nessuno vuole mettere in discussione l’autonomia della magistratura, ma il tema dell’obiettività nella valutazione non può essere ignorato”.

Benedetto: “Completamento di un percorso iniziato nel 1989”

Secondo Benedetto, il voto rappresenta il completamento di un percorso avviato nel 1989 con l’introduzione del codice accusatorio voluto dall’allora ministro Giuliano Vassalli e proseguito nel 1999 con la riforma costituzionale sul giusto processo.

“Non si tratta di nulla di stravolgente o straordinario – ha concluso – ma di un passaggio logico e necessario. Mi auguro che il 22 e 23 marzo i Sì prevalgano”.